Nave Diciotti, magistrati chiedono lo sbarco dei minori

22 Agosto 2018, di Alberto Battaglia

Resta in sospeso, attraccata al porto di Catania, la nave “Diciotti” e la sorte di 177 migranti in attesa di sbarcare sul territorio italiano. Mentre Malta e Italia si accusano reciprocamente di non aver rispettato gli accordi sulla gestione degli sbarchi, i magistrati per i minori hanno invitato il governo a consentire immediatamente lo sbarco dei bambini presenti a bordo:

“Consentite a tutti i minori e ai soggetti vulnerabili presenti sulla Diciotti di sbarcare immediatamente perché sia possibile l’apertura di procedimenti giudiziali a loro tutela e l’inserimento in strutture di accoglienza adeguate”.

Rispetto alla linea dura del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha preso le distanze anche il presidente della Camera Fico:

“La giusta contrattazione con i Paesi dell’Unione europea può continuare senza alcun problema, adesso però le 177 persone – tra cui alcuni minori non accompagnati – devono poter sbarcare. Non possono essere più trattenute a bordo, poi si procederà alla loro ricollocazione nella Ue”.

A giustificare l’attesa della “Diciotti” sarebbe la scarsa collaborazione degli altri Paesi europei, che avevano preso accordi per spartire parte i migranti sbarcati in una precedente occasione, senza però dare seguito alle promesse:

“Cronache dall’Europa che non c’è”, aveva dichiarato ieri Salvini, “a proposito dei 450 immigrati sbarcati a luglio a Pozzallo, e che dovevano essere ripartiti tra gli altri paesi europei solo la Francia ha mantenuto l’impegno, accogliendone 47 sui 50 promessi (tre cittadini stranieri sono ricoverati in ospedali e in attesa di trasferimento). La Germania aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero. Il Portogallo aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero. La Spagna aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero. L’Irlanda aveva accettato di accoglierne 20: ne ha presi zero. Malta aveva accettato di accoglierne 50: ne ha presi zero. Sostanzialmente, tutti cercano di guadagnare tempo. Imponendo all’Italia i costi per i trasferimenti (500 euro a persona)”.