Natixis: “Economia Usa in forte frenata nel 2018, trascinerà Wall Street con sé”

26 Ottobre 2017, di Mariangela Tessa

Il 2018 sarà un anno nero per l’economia statunitense. Ne sono convinti gli analisti di Natixis che, in una nota ai clienti, avvertono di prepararsi al peggio. Pur non specificando nessuna previsione, Patrick Artus, capo economista della banca d’investimento scrive:

“L’economia statunitense con ogni probabilità rallenterà sostanzialmente: c’è un limite all’incremento del tasso di occupazione. Non è un caso che i salari reali stanno rallentando”.

Artus specifica che gli effetti stimati di questa situazione  includono un breve aumento dei tassi di interesse, vendite sull’azionario e un calo del dollaro. Va detto che principali banche d’investimento di Wall Street non altrettanto pessimistiche. La media degli analisti sentiti da Thomson Reuters stima un Pil del 2,5 per cento del PIL nel terzo trimestre dell’anno. Il dato sarà comunicato domani prima dell’apertura del mercato.

Goldman Sachs, che  le banche d’affari è una delle più ribassiste, prevede una crescita annua globale del 3,9 per cento entro il 2020, con una decelerazione minima dell’1,5 per cento in quel periodo.

Ancora più positivi gli americani. Secondo un sondaggio di CNBC, l’ottimismo sull’economia ha raggiunto i massimi di sempre questo mese. Il 40% degli americani crede che l’andamento dell’economia sia “eccellente” o in “buone condizioni”.

La crescita economica è un tema caldo nell’agenda del presidente Donald Trump , che ha ripetutamente ribadito il suo target di crescita del 3 per cento come pietra miliare del suo piano economico, chiedendo nuovi tagli fiscali per spingere ulteriormente la produzione.

Ma Natixis non ci crede. E avverte i clienti:

 “Se la crescita degli Stati Uniti rallenta notevolmente … la valutazione del patrimonio netto e i prezzi delle azioni inizieranno a diminuire”.