Nasdaq chiude per la prima volta in 13 anni sopra 4.000 punti

26 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) -Ancora una seduta in rialzo per Wall Street, che chiude su nuovi record. Gli investitori hanno accolto con favore gli ultimi dati sul fronte immobiliare che hanno messo in ombra il calo nella fiducia dei consumatori a novembre. In chiusura, il Dow Jones resta fermo a 16.073 punti, il Nasdaq cresce dello 0,59% chiudendo per la prima volta in tredici anni sopra quota 4.000 punti (4.018 punti per la precisione); lo S&P 500 avanza dello 0,03% a 1.803 punti. Il petrolio ha finito la seduta in calo: il contratto a dicembre ha perso 41 centesimi, lo 0,4%, a 93,68 dollari il barile.

Nel frattempo, i titoli di Stato americani continuano positivi con rendimenti in ribasso al 2,7% per il titolo decennale e al 3,79% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro avanza a 1,3570 dollari e il biglietto verde arretra a 101,21 yen.

Dal fronte macroeconomico sono arrivate conferme che il settore immobiliare e’ in salute, con i permessi per costruzioni a ottobre ai massimi del giugno 2008 e i prezzi delle case cresciuti a settembre su base annuale al passo piu’ veloce dal febbraio 2006.

Giovedì i mercati saranno chiusi per festeggiare il Giorno del Ringraziamento e venerdì saranno aperti solo per mezza giornata.

Sul fronte macro, intanto, balzo dei nuovi cantieri a ottobre. I permessi di costruzione sono cresciuti del 6,2% il mese scorso a 1,034 milioni a fronte di una previsione di permessi a quota 930mila. Il dato di settembre ha segnato un rialzo del 5,2% a 974mila.Sempre riguardo al settore immobiliare, è salito a settembre l’indice S&P Case-Shiller sui prezzi delle case Usa. L’indicatore relativo alle prime 20 citta’ degli Stati Uniti e’ salito al 13,3% dal 12,8% di un anno fa. Su base mensile l’indice e’ aumentato dello 0,7%. A livello nazionale, l’indice del terzo trimestre ha segnato +11,2% tendenziale e del 3,2% congiunturale.

Brutte notizie sono invece arrivate dall’indice della fiducia dei consumatori misurato dal Conference Board che, a sorpresa, è sceso a novembre a 70,4 punti. Gli economisti avevano atteso 72,4 punti. Il dato di ottobre è stato rivisto al rialzo, da 71,2 a 72,4 punti. Il sottoindice relativo alla situazione attuale è sceso questo mese, rispetto ad ottobre, da 72,6 a 72 punti. Il sottoindice relativo alle aspettative ha registrato un calo da 72,2 a 69,3 punti.

Sale oltre le previsioni invece l’indice sull’attività manifatturiera dell’area di Richmond che, nel mese di novembre, si è attestato a 13 punti per l’indice composite a fronte di un dato di 1 punto a ottobre. In crescita il sottoindice sulle spedizioni a 16 punti dal -2 di ottobre cosi’ come quello dei ricavi al dettaglio (passato da -5 a 33 punti). In calo da 9 a 8 punti l’indicatore dei ricavi relativo ai servizi.

Sicuramente il fatto che l’indice S&P 500 sia salito a quota 1.800 punti è un segnale di fiducia notevole da parte degli investitori, ma anche del fatto che il mercato si aspetta una stagione degli utili societari positiva a fine anno, favorita dalla ripresa economica.

Secondo Manish Singh, strategist presso Crossbridge Capital il rischio per i mercati a questo punto è che “le aspettative di crescita non si materializzino”.

A livello societario, Tiffany (+8,21%) brilla nel giorno di conti superiori alle stime. La catena di gioiellerie si prepara a una buona stagione dello shopping natalizio, visto che ha alzato le stime sugli utili per fine anno. Barnes & Noble avanza (+1,34%) grazie a profitti nel secondo trimestre fiscale cresciuti sulla scia di taglio ai costi. Il dato ha cosi’ mascherato una contrazione superiore alle stime dei ricavi. Il tonfo di Nuance Communications (-10,18%) attiva invece i circuit breaker: il fornitore di soluzioni voce in vari settori tra cui healthcare e mobile ha registrato una trimestrale in perdita. Men’s Wearhouse (+5,82%), gruppo specializzato nei vestiti per uomo, ha proposto l’acquisto del rivale Jos. A. Bank Clothiers (+12,25%) per circa 1,5 miliardi di dollari. La mossa arriva a meno di due settimane dall’abbandono da parte di quest’ultimo del piano per rilevare la societa’ avversaria di piu’ grandi dimensioni. Men’s Wearhouse ha messo sul piatto 55 dollari per ogni azione di Jos. A. Bank.

Sul valutario, l’euro +0,18% a $1,3540, dollaro/yen -0,26% a JPY 101,40; euro/franco svizzero -0,08% a CHF 1,2314 euro/yen -0,09% a JPY 137,28.

Riguardo alle commodities, calo dei futures sul petrolio +0,50% a $94,56 al barile, quotazioni oro +0,81% a $1.251,30 l’oncia.