Napolitano cede al PdL: “Garantire partecipazione politica a Berlusconi”

13 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Dopo l’incontro con i vertici del Pdl e la convocazione del Csm, il capo dello Stato dirama una nota che, come scrive il Fatto Quotidiano, “non può non far piacere all’imputato Silvio Berlusconi“.

“E’ comprensibile la preoccupazione dello schieramento che è risultato secondo nelle elezioni, di veder garantito che il suo leader possa partecipare alla complessa fase politico-istituzionale già in pieno svolgimento, che si proietterà fino alla seconda metà del prossimo mese di aprile”.

Napolitano precisa tuttavia che rimane “inammissibile il sospetto” che qualcuno voglia metter fuori gioco il Cavaliere “per via giudiziaria”. “Non è da prendersi nemmeno in considerazione l’aberrante ipotesi di manovre tendenti a mettere fuori giuoco – “per via giudiziaria” uno dei protagonisti del confronto democratico e parlamentare nazionale”.

Nella nota: “Rivolgo perciò con grande forza un appello al rispetto effettivo del ruolo e della dignità tanto della magistratura quanto delle istituzioni politiche e delle forze che le rappresentano. Un appello, che volentieri raccolgo dalle parole oggi pronunciate da autorevoli giuristi, affinché in occasione dei processi si manifesti da ogni parte ‘freddezza ed equilibrio’ e affinché da tutte le parti in conflitto – in particolare quelle politiche, titolari di grandi responsabilità nell’ordinamento democratico – si osservi quel senso del limite e della misura, il cui venir meno esporrebbe la Repubblica a gravi incognite e rischi”.

Immediata la soddisfazione di Alfano, Cicchitto e Gasparri dall’incontro con il capo dello Stato. “Il presidente sembra convenire con noi che non è ammissibile accanirsi contro Berlusconi: se i processi si sospendono fino a fine aprile per il legittimo impedimento del capo del Pdl permettendogli così di partecipare al processo decisionale di formazione del governo e di elezione del nuovo capo dello Stato, non è né un vulnus né una tragedia, ma una decisione da Paese civile», dice Maurizio Lupi.