Mutuo italiano costa 23 mila euro più di quello europeo

5 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Un cittadino italiano che sottoscriva un mutuo di 100 mila euro pagherà 23 mila euro di interessi in più rispetto a un suo collega europeo. Non è il primo record negativo che il nostro Paese detiene nella Ue in materia di costi a carico dei consumatori, ma nonostante le segnalazioni e le denunce negli ultimi anni non è cambiato nulla.

Non parliamo stavolta della propensione all’erogazione dei finanziamenti per comprare casa, sulla quale gli ultimi dati Aibe testimoniano peraltro una maggiore apertura da parte delle banche straniere che di quelle nazionali (Barclays e Deutsche Bank su tutte, ndr); bensì della spesa complessiva che i pochi fortunati mutuatari devono accollarsi per la restituzione delle rate.

L’analisi arriva da Adusbef e Federconsumatori, che denunciano una riduzione dei tassi di interesse in Italia inferiore a quella registrata nel resto della Ue negli ultimi 3 anni. Da gennaio 2010 ad aprile 2013 il tasso medio italiano è sceso soltanto di 0,46 punti percentuali (dal 4,92 al 4,46%), mentre in Europa si è contratto di 0,92 punti, passando dal 4,26 al 3,34% nello stesso arco di tempo.

Questo ovviamente influisce sulla rata dei mutui, più onerosa per gli italiani che per gli europei. La colpa, secondo le due Associazioni è del mancato controllo da parte di Bankitalia, verso la quale Adusbef ha presentato anche ricorso alla Corte di Giustizia Europea per presunta lesione dei diritti dei consumatori.

L’indagine congiunta è arrivata anche all’attenzione del Commissario Ue ai Servizi Finanziari Michel Barnier, dal quale si attende un riscontro. Un dubbio però grava sui risultati dello studio: come noto, il report Adusbef e Federconsumatori contiene una panoramica generale dell’intera offerta bancaria, sulla quale era arrivata una secca replica proprio da Bankitalia in merito al metodo di indagine utilizzato.

In poche parole: i dati sono attendibili? Tengono conto dell’effettiva spesa a carico dei consumatori o solo dei tetti massimi indicati sui fogli informativi?

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