Mutui, cosa succede nel 2019? Ecco cosa può cambiare

23 Gennaio 2019, di Alessandro Chiatto

Può essere ancora conveniente stipulare un mutuo sulla prima o sulla seconda casa anche nel 2019? Con lo spread in rialzo e con la manovra del governo che chiede 1,5 miliardi di euro alle banche, i consumatori saranno penalizzati? Ne abbiamo parlato con Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline, con il quale abbiamo fatto il punto della situazione.

PROSPETTIVE 2019 “I primi mesi del 2019 sono ancora estremamente positivi per chi deve sottoscrivere un mutuo o per chi deve cambiarlo con una surroga, dato che le offerte non si discostano di molto a livello di tassi rispetto ai minimi del 2018. Per quanto riguarda il tasso fisso a 20 anni siamo a 1,20-1,50%, un po’ più alto per i 30 anni intorno a 1,90% e sullo 0,50-0,60% per il tasso variabile. Difficile dire per quanto possa durare, ma il costo del denaro è visto ancora su livelli molto contenuti almeno fino alla metà del 2019. Visto che lo spread sui tassi Bce aiuta potremmo anche avere tassi molto simili a quelli attuali anche per tutto l’anno“.

TASSO FISSO O VARIABILE “Il 2019 sembra proseguire sulla stessa onda lunga dell’anno scorso, ovvero una forte predilezione per il tasso fisso, proprio complici i tassi bassi, le incertezze sull’andamento dello spread e sull’economia. In questo momento, proprio perché non ci sembrano essere prospettive a breve di incremento del costo del denaro e che lo spread si è un po’ raffreddato, fa pensare ci possa essere meno incertezza, ma che anche i tassi fissi restino bassi e li fa preferire soprattutto per i mutui di lunga durata”.

MENO SURROGHE? “Sicuramente è quello che ci si aspetta. L’anno scorso, con l’incertezza di cui abbiamo detto, anche sulle surroghe c’era stata un’ulteriore vampata di richieste. Quello che adesso ci si aspetta è che questo picco di surroghe si riduca come volume complessivo” .

MANOVRA, SI RISCHIA UN RIALZO DEI TASSI? “Le possibilità ci sono sempre, così come abbiamo visto nell’autunno-inverno 2018. Se dovessero intervenire variabili interne al mercato italiano o esterne, provenienti da dinamiche internazionali che dovessero condizionare il costo del denaro o dei mutui è ovvio che le banche potrebbero ritrovarsi a ritoccare i propri tassi per recuperare eventuale negatività. Al momento non ci sono segnali di questo tipo, però la possibilità esiste”.