Musk: “Nessuno supervisiona i miei tweet. Tutti sbagliano”

10 Dicembre 2018, di Alberto Battaglia

La fama di Elon Musk, quella dell’imprenditore visionario, quando non di genio vero e proprio, si è appannata notevolmente nel corso di quest’anno. In particolare, dopo che un tweet del manager aveva preannunciato l’addio di Tesla a Wall Street, causando un putiferio di polemiche, forti movimenti sul titolo azionario e, infine, un’indagine della “Consob americana”, la Sec. Tanto visionario quanto impulsivo, Musk è stato al centro del programma televisivo 60 Minutes, che ne ha rivelate ancora una volta le caratteristiche, suscitando immancabili ironie sui social network.
A condurre l’intervista è Lesley Stahl, che in merito ai tweet del Ceo di Tesla va dritta al punto.

“Alcuni dei suoi tweet sono mai stati censurati a partire dall’accordo con la Sec?”, domanda la giornalista. “No”. “No? Qualcuno li legge prima che vengano pubblicati?”. “No”. “Quindi i suoi tweet non sono supervisionati?”, incalza la Stahl prima che Musk si metta nei guai da solo affermando che solo i tweet che possono influenzare il titolo dell’azienda dovrebbero essere supervisionati. “Ma se nessuno li legge prima che vengano inviati, come si fa a sapere se possono muovere il mercato?”, la conclusione incredula dello scambio di battute sarà un imbarazzato sorriso. “Credo che tutti facciano degli sbagli…”

Anzi, si passa subito a un’accusa: “Voglio essere chiaro, non rispetto la Sec”, volgendo così all’offensiva.
Nemmeno la credibilità della nuova presidente di Tesla, Robyn Denholm, viene rispettata più di tanto: l’impressione che sia stata messa alla presidenza per sorvegliare Musk “non è realistica”, afferma. “Voglio dire, sono il maggior azionista della compagnia e posso chiedere un voto degli shareholder e far fare tutto ciò che voglio”.
Nel video in basso, l’intervista andata in onda sulla Cbs.