Musk nei guai: gli automobilisti fanno causa a Tesla per il sistema di guida autonoma

16 Settembre 2022, di Alessandra Caparello

Ennesima causa intentata contro Tesla e i suoi sistemi avanzati di assistenza alla guida. E’ stata depositata infatti presso il Tribunale del distretto settentrionale della California una causa in cui si sostiene che i sistemi ADAS della casa automobilistica facciano passare i veicoli con il semaforo rosso e non rispettino le curve e deviano nel traffico, costando ai loro proprietari migliaia di dollari di danni e incidenti. I veicoli Tesla sono dotati di serie di un sistema ADAS noto come Autopilot. Tuttavia, i proprietari hanno potuto aggiornare il sistema con versioni dotate di maggiori funzioni, a pagamento.

Secondo quanto riferito dall’agenzia Reuters, il querelante Briggs Matsko ha avviato una vera e propria class action assieme ad altri clienti in quanto le capacità di guida autonoma avanzata non sono ancora operative, nonostante lo stesso magnate sudafricano stia continuando a promuoverla da anni come “dietro l’angolo”. Nello specifico, si legge quanto segue dai documenti: “Tesla ha dichiarato che la sua tecnologia ADAS avrebbe reso il veicolo completamente autonomo in alcune situazioni e presto lo avrebbe reso completamente autonomo in tutte le situazioni. Sono passati quattro anni e Tesla non ha mai fornito al querelante nulla che si avvicinasse a distanza all’auto a guida autonoma che aveva promesso di fornire”.

“Nonostante queste promesse si siano dimostrate più volte false, Tesla e Musk hanno continuato a farle per generare attenzione da parte dei media, per ingannare i consumatori e far loro credere di possedere una tecnologia all’avanguardia senza rivali e per affermarsi come leader nel mercato dei veicoli elettrici in rapida crescita”, si legge nella causa. Quest’ultima segue una serie di altre denunce e accuse, tra cui una maggiore attenzione e indagini da parte di agenzie statali e federali.

I precedenti

A luglio, anche il Dipartimento della Motorizzazione della California ha accusato Tesla di aver pubblicizzato falsamente i sistemi Autopilot e la sua tecnologia FSD (Full Self Driving). Il mese scorso, la National Highway Traffic and Safety Administration (NHTSA) ha chiesto al produttore di veicoli elettrici maggiori informazioni sulla telecamera dell’abitacolo, nell’ambito di un’indagine in corso sulle 830 mila auto dotate di Autopilot. L’NHTSA sta indagando su 16 incidenti in cui i proprietari di Tesla dichiarano di aver attivato l’ADAS e si sono poi schiantati contro veicoli di emergenza fermi.

Alla fine di agosto, un proprietario di una Tesla Model 3 ha intentato una causa contro la casa automobilistica, sostenendo che un difetto dell’Autopilot abbia causato una frenata involontaria.

Le accuse contro Tesla

Come nel caso dell’azione collettiva di Matsko, la questione principale in gioco nella serie di cause legali di Tesla non riguarda necessariamente le capacità della tecnologia, ma il falso senso di sicurezza e disattenzione innescato dalla guida autonoma.

Mentre il sito web di Tesla afferma che i conducenti devono rimanere vigili e mantenere il controllo del veicolo, Matsko e altri, come la motorizzazione della California, affermano che questi avvertimenti contraddicono le promesse aziendali riguardo alle capacità autonome di Autopilot e FSD.

“Tesla non ha ancora prodotto nulla che si avvicini anche lontanamente a un’auto completamente autonoma”, si legge nella denuncia. “Invece, Tesla distribuisce ‘aggiornamenti’ al suo software sperimentale FSD Beta a una piccola minoranza di proprietari, che di fatto agiscono come ingegneri di prova non addestrati, che testano il software sperimentale sulle strade pubbliche”.

Matsko chiede un provvedimento ingiuntivo che proibisca a Tesla di continuare il suo “marketing ingannevole e fuorviante della tecnologia ADAS”, la restituzione del denaro pagato per una tecnologia che “Tesla ha promesso ma non ha mai consegnato” e il risarcimento dei danni, per punire la casa automobilistica per le sue pratiche ingannevoli volte a imporsi come attore dominante nel mercato dei veicoli elettrici.

Matsko inoltre propone un’azione collettiva a livello nazionale, con un’alternativa per la sola azione collettiva in California, sulla quale deciderà il tribunale, secondo uno degli avvocati che rappresentano il querelante. Questa decisione richiede in genere almeno sei mesi dopo la presentazione della denuncia e spesso più di un anno, ha detto, sottolineando che “molti altri automobilisti” hanno contattato lo studio per partecipare alla causa.