Mps, pressing M5s sul governo: “Chieda risarcimenti a Viola e Profumo”

3 Dicembre 2020, di Alberto Battaglia

Le responsabilità degli ex vertici di Mps, accertate in primo grado, dovrebbero far riflettere il governo su una possibile azione di responsabilità e risarcitoria contro Alessandro Profumo e Fabrizio Viola. E’ il tema sollevato ieri (2 dicembre) da un gruppo di senatori del Movimento 5 stelle, in un’interpellanza lanciata al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Secondo quanto risulta dal resoconto stenografico dell’assemblea, il drappello di senatori guidato da Elio Lannutti attribuisce direttamente alla gestione passata di Mps una serie di costi che a breve rischiano di ricadere sullo Stato, che per dismettere la sua quota di maggioranza nella banca senese sarà probabilmente costretto a sobbarcarsi la maggior parte dei costi legali relativi alle operazioni finanziarie “incriminate”, condotte assieme con Deutsche Bank e Nomura.

Alessandro Profumo, ex presidente di Mps e attuale ad di Leonardo, e Fabrizio Viola, ex ad di Mps, erano stati condannati a sei anni di reclusione in primo grado lo scorso 15 ottobre per i reati di false comunicazioni sociali, relative a una semestrale del 2015, e per aggiotaggio.

I firmatari, nel riportare le indiscrezioni di stampa, ricordano che “il Ministero avrebbe allo studio la cessione di Mps a UniCredit previa una ricapitalizzazione attuata mediante un aumento di capitale in Mps tra 2 e 2,5 miliardi di euro […] l’accollo allo Stato delle passività legali da cui Mps è schiacciata per effetto delle operazioni Deutsche Bank e Nomura (5,6 miliardi di euro) al netto degli accantonamenti a fondo rischi, una manovra quantificabile in non meno di 7-8 miliardi di euro a carico dei contribuenti”.

I parlamentari, pertanto, vogliono chiarire se il governo stia considerando se “promuovere un’azione risarcitoria in solido contro gli ex amministratori Profumo e Viola, in solido con le banche estere Deutsche Bank e Nomura per 7-8 miliardi di euro, per scongiurare che venga addossato ai contribuenti (peraltro in un momento così difficile per il Paese) il costo dell’ennesimo salvataggio di Mps (7-8 miliardi di euro ove le misure riportate dalla stampa fossero attuate)”.

A questo si aggiunge la richiesta di chiarimenti sulla possibilità di revocare “Alessandro Profumo dalla carica di consigliere da qualunque società partecipata dallo Stato (ovvero Leonardo) in quanto ha minato il pactum fiduciae dopo la condanna in primo grado del 15 ottobre 2020”.