Mps: verso aumento di capitale da 2,5 miliardi, in via di definizione consorzio di garanzia

8 Giugno 2022, di Mariangela Tessa

Dovrebbe attestarsi intorno ai 2,5 miliardi il valore dell’aumento di capitale per finanziare la definitiva ristrutturazione di Mps. È quanto anticipa l’agenzia Ansa, in attesa del piano che verrà presentato al mercato il prossimo 23 giugno dal nuovo amministratore delegato Luigi Lovaglio.
Si tratta di una cifra sostanzialmente in linea con quanto ipotizzato nel piano messo a punto dal predecessore di Lovaglio, Guido Bastianini, revocato su richiesta del Mef a febbraio.

L’ammontare della ricapitalizzazione, che vedrà l’impegno del Tesoro, primo azionista con il 64% circa del capitale, a sottoscrivere la quota di sua competenza, servirà a preparare Mps ad un nuovo matrimonio, dopo quello fallito con Unicredit, avvalendosi della proroga che la Ue concederà al Mef per uscire dal capitale.

Mps, in via di definizione il consorzio di garanzia

In via di definizione anche il consorzio di garanzia, con Bofa-Merrill Lynch, Credit Suisse, Jp Morgan e Mediobanca in pole position per firmare l’accordo di pre-underwriting che potrebbe allargarsi in un secondo momento ad altri istituti.

La ricapitalizzazione dovrebbe partire dopo l’estate, una volta incassato il via libera della Bce e della Ue al piano che Lovaglio sta discutendo passo passo con le authority.

Il banchiere, reduce dalla riuscita ristrutturazione del Creval, dovrà convincere gli investitori ad accompagnare il Tesoro nell’iniezione di ulteriori risorse in Mps, indispensabili per qualificare agli occhi della Ue l’operazione come di mercato e non come aiuto di Stato. Al netto dei circa 1,6 miliardi a carico del Mef, ci saranno da raccogliere 900 milioni 1 miliardo di capitali privati, a fronte di una capitalizzazione di Siena che si aggira oggi attorno agli 800 milioni.

Il capitale servirà  a ribilanciare i requisiti patrimoniali e a finanziare il taglio dei costi.  Si parla di circa 5 mila esuberi su un totale di 21 mila dipendenti. Si tratterà di uscite volontarie, con la possibilità di ricorrere a scivoli fino a sette anni attraverso il fondo esuberi.