MPS, rispunta proposta Passera. Intanto trema AD Morelli

10 Ottobre 2016, di Alessandra Caparello

SIENA (WSI) – Potrebbe restare sulla poltrona del Monte dei Paschi di Siena meno del previsto il nuovo ad Marco Morelli, il banchiere chiamato a realizzare un aumento di capitale da 5 miliardi per Mps, con Jp Morgan global coordinator.  I motivi sono da ricercarsi nel suo passato proprio con l’istituto di Rocca Salimbeni.

Nelle motivazioni della sentenza di condanna a Siena contro l’ex presidente del Mps Giuseppe Mussari viene riportata una mail in cui Giovanni Conti (tuttora in Mps) scrive all’ allora direttore finanziario, responsabile del bilancio Mps, Marco Morelli, poi passato a Intesa nel marzo 2010, mettendo in guardia sull’operazione Nomura che nasconderebbe perdite per 200 milioni di euro. I pubblici ministeri hanno accertato che la responsabilità penali per l’operazione era degli ex vertici della banca ma l’attuale ad era a conoscenza della maxi perdita.

Una situazione dubbia a cui si aggiunge anche l’indiscrezione trapelata da Il Fatto secondo cui Bankitalia avrebbe multato Morelli perchè non in possesso dei requisiti di indipendenza e correttezza richiesti dall’articolo 26 del Testo Unico bancario.  

“Quando i consiglieri Mps lo leggeranno non sapranno come riconoscere a Morelli i “requisiti di correttezza”. La legge include espressamente tra i “criteri di correttezza” da esaminare “le relazioni d’ affari dell’esponente, le condotte tenute nei confronti delle autorità di vigilanza e le sanzioni da queste irrogate”. Bel guaio”.

I fatti risalgono all’operazione chiamata in codice Fresh, un “aumento di capitale riservato a JP Morgan per 950 milioni di euro”, effettuato nell’ aprile 2008 “nell’ ambito di un più ampio programma di rafforzamento patrimoniale finalizzato all’ acquisizione di Banca Antonveneta”.

“Una serie di contratti collegati, tra i quali due lettere dette in gergo di indemnity, salvaguardavano Jp Morgan da eventuali perdite (…)  Oggi il banchiere è chiamato a realizzare un aumento di capitale da 5 miliardi per Mps, con Jp Morgan global coordinator. A pagina 28 della sentenza il comportamento di Morelli, “risulta di particolare gravità considerato che egli ha partecipato a tutte le fasi dell’ operazione, dalle prime interlocuzioni (periodo al quale risale l’ indemnity del 2008, da lui stesso sottoscritta) fino alla definizione del termination agreement”. Tale documento, “non può verosimilmente essere stato formato e sottoscritto a sua totale insaputa”.

Intanto Reuters Italia parla di altre indiscrezioni, che rimettono sul tavolo l’opzione Corrado Passera.

“Il manager ed ex ministro Corrado Passera sta ancora lavorando a una proposta alternativa per il salvataggio di Mps mentre emergono segnali che la ricapitalizzazione da 5 miliardi di euro studiata da JPMorgan non riesce ad attirare l’interesse degli investitori. Lo riferiscono tre fonti a conoscenza del dossier. Corrado Passera, che fra gli altri incarichi ricoperti in passato annovera quello di Ceo di Intesa Sanpaolo e di Poste, sta lavorando con il fondo Usa Warburg Pincus e altri investitori a un piano che include un aumento di capitale riservato di 2-2,5 miliardi, secondo le fonti. Due delle fonti aggiungono che nessuno dei fondi avvicinati da Passera si è impegnato a sostenere la raccolta di fondi. “Sono aperti all’idea di fare un’operazione soggetta a due diligence”, dice una delle fonti. Un’altra fonte ha detto che un deal non è imminente”.

Ancora Reuters:

“Il piano originale di Passera per Monte dei Paschi, che era appoggiato da Ubs, è stato respinto il 29 luglio quando la banca toscana aveva optato per il piano JPMorgan. (…) La maggior parte degli investitori stranieri, tuttavia, non è disposta a impegnarsi fino all’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre, per i banchieri. Cogliendo l’opportunità, Passera sta preparando un suo piano, anche se non è affatto certo che Monte dei Paschi si rivolgerà a lui o che il suo schema avrà maggiori chance di successo di quello di JPMorgan, secondo una delle fonti. Un’altra fonte, vicina al consorzio, dice che le banche stanno proseguendo con il piano approvato a luglio e che sono fiduciose del suo successo. Non si conoscono al momento dettagli del piano Passera, ma la proposta di luglio prevedeva un aumento di capitale per 2,5-3 miliardi, la conversione volontaria del debito subordinato (ipotesi entrata in un secondo tempo anche nel piano JPMorgan) oltre alla cessione delle sofferenze”.