Mps, Profumo: “mi domando se abbiamo fatto bene a salvarla”

21 Febbraio 2017, di Alberto Battaglia

Per Alessandro Profumo, ex presidente di Mps ed attuale presidente di Equita, il salvataggio della banca senese non è stata una strada percorsa a cuor leggero. “Mi domando spesso se Viola e io abbiamo fatto bene a fare quello che abbiamo fatto, salvando Mps”, ma in caso contrario “per il Paese sarebbe stata una sberla terribile, non solo per i risparmiatori”, ha detto Profumo, intervenuto al circolo della stampa estera a Milano.
Monte dei Paschi è stata oggetto di un aumento di capitale da 6,6 miliardi di euro e, dal 23 dicembre, le sue azioni sono sospese dalle contrattazioni. La grande parte dell’operazione graverà sulle spalle dei contribuenti, scongiurando però le tristi esperienze delle quattro banche regionali salvate che hanno danneggiato il valore costituzionale della tutela del risparmio.

Che agire diversamente nel caso di Mps sia stata una buona idea è l’opinione di Profumo che invita a osservare “cosa abbiamo visto con le quattro banche e quanto sono costate al Paese. Mps nulla, per adesso, ora vediamo”.

Profumo, poi, affonda un duro colpo contro le autorità di vigilanza, già bersaglio delle critiche ai tempi del decreto salva-banche:

In Italia “non ha funzionato la vigilanza sui sistemi di governance. Io l’ho vissuto in Mps, ma possiamo parlare anche di altri istituti. Nel caso di queste banche il pesce puzzava dalla testa”. Le autorità di vigilanza, “non hanno seguito la velocità del cambiamento del mondo e, in alcuni casi, non sono state in grado di percepire determinati fenomeni. Le autorità di controllo europee non hanno visto l’arrivo della crisi, ma non l’aveva vista nessuno di noi”.

Di fronte alla banca senese, lo ricordiamo, è atteso un meccanismo di burden sharing che convertirà obbligazioni subordinate in azioni fino al raccoglimento di circa 2,2 miliardi di euro: se tali strumenti sono in mano a piccoli risparmiatori le obbligazioni saranno rimborsate nel bond tradizionali a carico dello Stato, mentre tale tutela non sarà prevista per gli investitori istituzionali. Nel complesso Mps necessita per il risanamento di 8,8 miliardi di euro.