Mps, la Bce riduce i requisiti patrimoniali: CET1 ratio al 16,9% supera ampiamente il minimo
Fonte: mps
Banca Monte dei Paschi di Siena ha ricevuto dalla Banca Centrale Europea la decisione finale sui requisiti patrimoniali da rispettare a partire dal 1° dicembre 2025, a seguito della revisione SREP completata lo scorso dicembre 2024. La novità principale riguarda il requisito aggiuntivo di capitale di secondo pilastro (P2R), che scende dal 2,50% al 2,20%, mentre la Pillar II Capital Guidance (P2G) passa dall’1,15% all’1,00%.
Complessivamente, il requisito minimo di CET1 ratio si attesta ora al 9,01%, calcolato sommando il requisito di primo pilastro (4,50%), il P2R (2,20%) e il Combined Buffer Requirement (3,27%).
MPS: posizione patrimoniale ben oltre i requisiti
I dati aggiornati al 30 settembre 2025 mostrano come Mps mantenga un ampio margine rispetto ai nuovi parametri stabiliti dalla vigilanza: il CET1 fully loaded si attesta al 16,9%, mentre il Total Capital ratio raggiunge il 19,3%, a fronte di un requisito regolamentare complessivo del 13,47%. Questi valori confermano una solida capacità della banca di far fronte a eventuali shock e offrono maggiore flessibilità nella gestione del capitale.
Un quadro regolamentare più favorevole
La riduzione del P2R riflette una percezione di minore rischio strutturale da parte della Bce, frutto della qualità degli attivi e della maggiore solidità della banca nel nuovo assetto di gruppo, dopo l’integrazione di Mediobanca. La P2G, seppur non vincolante, fornisce un’indicazione chiara della resilienza attesa dall’istituto in scenari di stress, scendendo a 1,00%, con un miglioramento di 15 punti base rispetto all’anno precedente.
Il calo dei requisiti patrimoniali arriva in un momento chiave per Mps, impegnata nel completamento del riassetto legato all’acquisizione di Mediobanca. Un quadro regolamentare meno gravoso permette alla banca di allocare il capitale in modo più efficiente, ottimizzare la gestione dei costi di vigilanza e potenzialmente incrementare gli investimenti, il rafforzamento patrimoniale e la remunerazione degli azionisti nel medio periodo.