Mps, dietrofront casse previdenziali. Codacons sul piede di guerra

4 Agosto 2016, di Mariangela Tessa

MILANO (WSI) – Le casse previdenziali devono dire no all’intervento nel fondo Atlante 2 e dire un definitivo “no” al Governo, salvando così i risparmi di centinaia di migliaia di professionisti evitando di partecipare al salvataggio di Mps che prevede un aumento di capitale di 5 miliardi, cinque volte più del valore attuale dell’istituto in crisi. Sembra più un’Ipo che un rafforzamento patrimoniale.

E’ quanto afferma il Codacons che, coadiuvato dal senatore Vincenzo Gibiino di Forza Italia, ha avviato una battaglia contro il ricorso alle casse di previdenza per salvare Monte dei Paschi di Siena.

“Le casse previdenziali non possono più tergiversare e devono chiudere la questione senza mettere nemmeno un euro nel fondo Atlante 2 – spiega il presidente Carlo Rienzi – Non esiste ragione al mondo perché i professionisti italiani debbano essere chiamati a salvare la cattiva gestione delle banche attraverso i propri risparmi. Sarebbe una scelta masochista da parte delle casse e un danno economico per una moltitudine di soggetti”.

Se cio’ non avvenisse, il Codacons avvierà una azione collettiva per conto dei professionisti italiani, volto a bloccare qualsiasi trasferimento di fondi dalle casse pensionistiche alle banche.

Si aggiunge così un altro tassello al recente dietrofront dalle casse di previdenza. Dopo aver già deliberato di investire 500 milioni delle pensioni dei professionisti nel fondo Atlante 2, tre giorni fa il presidente dell’Adepp, associazione enti di previdenza privati, Alberto Oliveti, ha comunicato che la trattativa con il Governo per l’investimento nel Fondo Atlante 2 non è andata a buon fine e spiega dettagliatamente i motivi della sua decisione.

Nella lettera il Presidente afferma che:

” i ministeri vigilanti non hanno assunto – come da accordi – le formali delibere sulla correttezza-bontà dell’investimento; inoltre non è stata ancora sciolta la riserva sul rischio che la partecipazione delle Casse venga considerata dall’Unione Europea aiuto di Stato e infine la proposta tecnica di investimento è pervenuta solo per le vie brevi non contiene quei valori di rischio/rendimento compatibili con le asset allocation e con le procedure adottate da tutte le nostre Casse”

Tutto questo mentre, ieri, il sottosegretario al ministero dell’Economia, Pier Paolo Baretta, nel corso di un’audizione in Parlamento, ha fatto sapere che e’ in dirittura d’arrivo il decreto ministeriale che rendera’ possibile alle Casse previdenziali di investire in Atlante 2, il nuovo fondo destinato all’acquisto di non performing loan.

Secondo Baretta, gli enti previdenziali rientrano tra i soggetti che possono effettuare investimenti in fondi di investimento alternativi (Fia) come Atlante. Il decreto in via di emanazione, assicura il sottosegretario, contiene “una dettagliata disciplina per quelle tipologie di investimento nelle quali è ascrivibile l’eventuale sottoscrizione di quote del fondo Atlante 2”.