MPS: con fondo Atlante torna in sella cavaliere bianco

19 Aprile 2016, di Alberto Battaglia

ROMA (WSI) – Un fondo da 4-6 miliardi sarà anche “poca cosa”, come ha scritto il Wall Street Journal, ma a quanto pare gli effetti del fondo Atlante stanno cambiando la percezione del mercato su uno dei titoli più travagliati, quello Mps. Dopo il rialzo dell’8,2% di ieri, anche oggi le quotazioni della banca senese crescono più del mercato, avanzando anche oltre +6%. Il titolo è stato anche sospeso per eccesso di rialzo a Piazza Affari.

Secondo quanto scrive oggi Libero, ora che c’è in gioco il fondo Atlante c’è la possibilità di un ritorno d’interesse da parte di Ubi Banca per un’eventuale fusione con MPS: fusione che da febbraio sembrava essere uscita dal dibattito finanziario. La strategia dell’amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, “è chiara: sfruttare la carta Atlante per agevolare la cessione dei crediti in sofferenza ad un prezzo che non penalizzi i conti della banca. Di qui la decisione di investire 50 milioni nel fondo tanto per prenotare un posto di prima fila nella lista degli interventi”, scrive il quotidiano.

I crediti di difficile recupero per l’istituto senese potrebbero essere ceduti, grazie al contributo del Fondo Atlante, a prezzi meno scontati rispetto a quel 17-18% del valore facciale che gli investitori istituzionali statunitensi sarebbero disposti a pagare.

“La missione di Ubi appare oggi meno impossibile di qualche mese fa”, prosegue Libero, “Atlante potrebbe agevolare la cessione di altri crediti deteriorati del Monte (5,5 miliardi di sofferenze da smaltire entro il 2018). Nel frattempo anche Ubi, oggi presieduta da Letizia Moratti, ha deciso di far la sua parte per Atlante: 200 milioni che potrebbero tornare preziosi al momento delle nozze senesi. Certo, il possibile merger richiede più di una conferma”.

Tuttavia, il discorso sulle potenzialità di Atlante cambia se si allarga lo sguardo all’intero sistema. A metterlo oggi in evidenza è Bloomberg: anche se un problema da 360 miliardi di euro di crediti problematici venisse risolto da un fondo di salvataggio da 5 miliardi, “sradicare le governance mediocri e le pratiche di prestito che hanno creato questa confusione resta un compito erculeo”, afferma il sito attingendo anch’esso alla mitologia greca per fare un paragone.