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Mps accelera sull’Ops su Mediobanca: possibile rilancio in cash

Il risiko bancario torna protagonista sulla scena. Negli ultimi giorni di adesione all’Ops su Mediobanca, il mercato osserva con attenzione ogni possibile decisione di Monte dei Paschi. L’offerta attuale prevede lo scambio di 2,533 azioni Mps per ogni quota di Mediobanca, ma le variazioni dei valori di Borsa hanno ampliato il divario tra i due titoli.

Alla chiusura di venerdì, il differenziale è stimato intorno ai 700 milioni di euro, una cifra significativa che potrebbe influenzare le scelte degli investitori. Oggi il Consiglio di Amministrazione di Monte dei Paschi di Siena (Mps) dovrà valutare l’andamento delle adesioni all’offerta pubblica di scambio (Ops) su Mediobanca e decidere se procedere con un eventuale rilanci

Mps: possibile offerta cash su Mediobanca o proroga a metà settembre

Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, il CdA di Mps sta valutando l’idea di introdurre una componente in contanti nell’offerta, una mossa volta a renderla più interessante per gli investitori e a accelerare i conferimenti.

Secondo Il Giornale, l’iniezione di liquidità potrebbe arrivare tra i 500 e i 700 milioni di euro. L’obiettivo è duplice: superare il 35% necessario per rendere valida l’Ops e raggiungere o superare il 50%, in modo da ottenere il controllo del consiglio di Mediobanca e beneficiare dei vantaggi fiscali legati alle Deferred Tax Assets (DTA). Gli addetti ai lavori  ritengono che un aumento dell’offerta vicino ai 500 milioni di euro in contanti potrebbe bastare per rendere la proposta più competitiva e convincere una parte più ampia di azionisti a conferire le proprie azioni.

Un’altra possibilità è quella di prolungare l’offerta fino a metà settembre, dando agli investitori più tempo per valutarla e aumentare le adesioni. I termini dell’offerta, attualmente fissati all’8 settembre, potrebbero quindi cambiare o riaprirsi dopo il 15 settembre, con un nuovo CdA di Mediobanca previsto dopo l’assemblea del 28 ottobre.

Un altro punto da considerare è la variazione nella partecipazione al patto di consultazione di Mediobanca, che è passata dal 7,41% al 6,91%. Questo cambiamento potrebbe influenzare la strategia di Mps e le dinamiche future del voto.

La view degli analisti

Un eventuale rilancio con una componente in contanti potrebbe incoraggiare ulteriormente la partecipazione degli investitori istituzionali, favorendo il superamento della soglia del 50%, necessaria per garantire a Monte dei Paschi il controllo di diritto su Mediobanca.

Questo passo potrebbe anche permettere di sfruttare i crediti fiscali di Piazzetta Cuccia e realizzare le sinergie attese dall’integrazione tra le due banche. Il mercato rimane comunque un fattore chiave, influenzato anche dalle voci su possibili prelievi straordinari sulle banche che il governo potrebbe introdurre con la prossima Manovra.

Equita osserva inoltre che «le recenti vendite da parte dei membri del patto di consultazione di Mediobanca mostrano che la base di investitori che aveva sostenuto l’offerta di Banca Generali all’ultima assemblea (35% del capitale) potrebbe rappresentare un ostacolo per il titolo. Riteniamo che un miglioramento delle condizioni dell’offerta possa contribuire a creare un consenso più ampio tra gli azionisti».

Adesioni al 28,7% del capitale

A poco più di una settimana dalla scadenza dell’offerta, fissata per l’8 settembre, le adesioni all’Ops di Monte dei Paschi su Mediobanca hanno raggiunto finore circa il 28,7% del capitale. Lo scorso giovedì, l’apporto del gruppo Caltagirone, titolare del 9,9% di Piazzetta Cuccia, ha portato la percentuale delle adesioni a 27,1%, aumentando il peso del socio nell’offerta.

In parallelo, l’operazione di buyback da 385 milioni di euro, seguita dall’annullamento a luglio del 2,4% del capitale di Mediobanca, ha ridotto il flottante complessivo, aumentando di conseguenza il peso delle quote possedute dai principali azionisti.

Una volta terminate tutte le comunicazioni ufficiali da parte di Borsa la prossima settimana, si prevede che la partecipazione combinata dei due soci più importanti — Delfin della famiglia Del Vecchio e il gruppo Caltagirone — arrivi intorno al 31-32% del capitale di Mediobanca.