Mosse dei gestori europei da interpretare come un segnale rialzista per le Borse

16 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Le chance di vedere materializzarsi un accordo in Grecia sono uguali a quelle di assistere a un default dell’enorme debito pubblico. È il pensiero dei gestori europei interpellati da Bank of America.

Ch le cose stanno andando per il peggio in Europa lo si vede anche nel sondaggio di giugno, con il 18% del campione che teme la rottura dell’area euro – un evento che non era nemmeno contemplato il mese scorso. Si tratta del terzo fattore di rischio in ordine di pericolisità percepita dai manager di fondi, dietro alle nuove mosse della Federal Reserve (20%) e alle tensioni geopolitiche (21%).

Al contrario degli ultimi mesi, in cui i gestori si erano dimostrati relativamente ottimisti, ora il 43% pensa che la Grecia riuscirà a trovare una soluzione per uscire dalla crisi. La stessa percentuale di persone che pensa che invece Atene non riuscirà a rimborsare il prestito che deve al Fondo Monetario Internazionale, che farà default ma che non uscirà dall’Eurozona. Solo il 15% è pronto a scommettere in una Grexit.

L’aumentare delle paure sul futuro dell’Eurozona ha spinto l’indicatore dei livelli di cash in mano ai fund manager ai massimi dell’anno (4,9%). Un risultato superiore al 4,5% nel sondaggio di BofA manda un segnale di Buy contrarian nell’azionario, mentre un livello inferiore al 3,5% manda viceversa un segnale di Sell contro corrente.

Chiaramente una “condizione indispensabile” perché la previsione si avveri e il rally nell’azionario si materializzi, dice la banca, è che “un esito pacifico in Grecia”. Al primo segnale positivo, i money manager convertiranno il cash in investimenti azionari.

(DaC)