Mosler, keynesiano di terza generazione pro-deficit

5 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Le sue ricette anti recessione sono molto semplici: lasciar perdere l’ossessione del rientro di bilancio, spendere senza freni i soldi del governo per abbassare la disoccupazione e lasciare invece fallire le banche.

Togliere la tassa sul reddito, dare agli stati $500 per ogni residente e offrire un lavoro di base a tutti. Sembra di sentir parlare uno dei manifestanti di Occupy Wall Street, in realtà Warren Mosler è stato un trader di Wall Street, imprenditore, gestore di hedge funds e ha corso come candidato indipendente al Senato nel Connecticut. Ora fa l’economista.

Altro che austerity. Con queste misure “avremmo evitato la recessione”, ha detto al New York Times il 63enne che ha casa alle Isole Vergini, St. Croix.

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I debiti di Washington sarebbero aumentati, chiaramente, ma per Mosler questo non costituisce affatto un problema. Gli Stati Uniti dovrebbero avere un deficit maggiore, l’ultima cosa di cui un’amministrazione dovrebbe preoccuparsi è avere sempre un bilancio in ordine.

Le idee di Mosler, che vanno sotto il nome di “Teoria Monetaria Moderna” (MMT nella sigla inglese) hanno scatenato rezioni completamente opposte tra loro.

Le critiche non sono mancate, persino da parte di alcuni keynesianani convinti, che però condividono solo una parte delle idee di Mosler.

Ma su Internet e in alcuni circoli accademici di nicchia, le sue teorie eterodosse hanno riscontrato un grande successo. In Italia Mosler e’ stato introdotto dal giornalista Paolo Barnard, il sito da cui viene diffuso il verbo e’ www.memmt.info/. Cavalcando anche l’ondata di rabbia nei confronti delle misure di rigore che tanti danni hanno fatto non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa e soprattutto qui da noi.