Moody’s alla Fed: “tagliare tassi sarebbe controproducente”

2 Aprile 2019, di Mariangela Tessa

Nonostante i recenti appelli arrivati dalla Casa Bianca, i dati economici negli Stati Uniti non giustificano un taglio dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve. Ne è convinto  Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics.

Le dichiarazioni di Zandi arrivano pochi giorni dopo che il consulente economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, ha sottolineato la necessità di un taglio “immediato” dei tassi di interesse di 50 punti base. Dichiarazioni che, a loro volta, prendono le mosse dalla recente decisione della Fed di mantenere i tassi stabili per via del rallentamento dell’economia e dell’inflazione degli Stati Uniti.

Mentre gli Stati Uniti stanno effettivamente crescendo a un ritmo più lento, i dati economici non suggeriscono la necessità di tagliare i tassi di interesse, ha ribadito Zandi ieri in un’intervista alla CNBC.

“Non sono sicuro del motivo per cui la Fed dovrebbe andare nel panico”, ha detto, che ricorda come gli ultimi dati hanno indicato che l’economia americana è ancora in buona salute. Per l’economista, abbassare i tassi di interesse in queste condizioni sarebbe “controproducente” perché la mossa potrebbe incoraggiare un aumento del debito, favorendo in ultima istanza una recessione.

Allargando lo sguardo all’economia mondiale, Zandi non esclude una caduta in recessione del Pil mondiale, qualora non venga trovato un accordo commerciale Cina-Usa.