Monte dei Paschi, piace la soluzione a spezzatino. Titolo vola in borsa

18 Maggio 2021, di Alberto Battaglia

L’ipotesi è considerata come un incubo per la Toscana, ma in Borsa l’eventuale “spezzatino” del Monte dei Paschi sembra convincere: oggi, 18 maggio, il titolo Mps cresce del 6,64% (intorno alle ore 16 e 30) sulla scia delle dichiarazioni fornite nei giorni scorsi da alcuni fra i possibili pretendenti per la quota pubblica nella banca senese.
Il ministero dell’Economia ha negoziato con l’Ue un’uscita dal capitale della banca entro l’aprile 2022; attualmente il 67% delle azioni è in mano pubblica. Al momento solo il fondo Apollo ha preso contatti ufficiali con gli advisor scelti dal ministero per la vendita.

In queste ore sta prendendo corpo un piano B che prevede una scissione degli sportelli della banca verso alcuni istituti potenzialmente interessati come Mediocredito Centrale e Unicredit.

 

Mediocredito aperta ad acquisire le filiali nel Sud

Per l’amministratore delegato del Mediocredito Centrale, Bernardo Mattarella, le filiali Monte dei Paschi situate nel Sud Italia sarebbero interessanti: “Noi abbiamo il mandato di concentrarci sul sistema creditizio e finanziario del Mezzogiorno e, qualora ci fosse bisogno, non potremmo non fare la nostra parte nell’ambito di un progetto industrialmente sostenibile con logiche, criteri e condizioni di mercato”, aveva detto lo scorso 14 maggio a Repubblica.

Monte dei Paschi: Unicredit interessata alle filiali nel Nord

L’ipotesi “spezzatino” guadagna credibilità mentre da parte di Unicredit, ritenuta l’unica banca potenzialmente interessata all’acquisto di Mps nella sua interezza, sembra tramontare parte dell’interesse.
Secondo quanto ricostruito da Repubblica, il ceo di Unicredit Andrea Orcel avrebbe fatto capire ai rappresentanti del ministero dell’Economia che la “soluzione strutturale”, che prevede l’acquisizione di tutte le attività della banca senese non sarebbe attraente. Al contrario Orcel avrebbe manifestato disponibilità nei confronti delle attività di Mps in alcune zone localizzate in Toscana e nel Nord-est.

Decisamente meno entusiasti, di fronte a questa prospettiva di “smembramento” di Mps, i sindacati della banca: “Ribadiamo che siamo nettamente contrari… puntiamo a mantenere la banca nella sua interezza e sosteniamo da tempo che lo stato debba rimanere nell’azionariato della banca fino al suo risanamento”, ha dichiarato Federico Di Marcello, segretario della Fisac Cgil di Siena di Banca Mps.