Monsanto, spunta lista segreta di 200 intellettuali contrari al glifosato

13 Maggio 2019, di Alberto Battaglia

Monsanto, la società di biotecnologie acquisita da Bayer nel 2018, ha fatto stilare una lista di personaggi pubblici ritenuti ostili al glifosato, erbicida che la società produce con il nome commerciale di Roundup. A occuparsi dell’operazione sarebbe stata un’agenzia di pubbliche relazioni, Fleishman-Hillard.

Il caso ricorda da vicino quanto fatto da Philip-Morris sei anni fa. Nel 2013, stando a quanto svelato da documenti interni, l’azienda di sigarette aveva usato lo stesso tipo di metodi. Proprio in quel periodo a Bruxelles si dibatteva della direttiva sui prodotti del tabacco, poi adottata nel 2014.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità la sostanza in questione è un “probabile cancerogeno”, anche se l’Agenzia per l’ambiente americana (Epa) ha espresso un parere opposto. Secondo l’agenzia europea competente sulle sostanze chimiche le prove sui presunti effetti cancerogeni del glifosato sono ritenute insufficienti.

Presenti dati personali come indirizzo, contatto telefonico e hobby

Nella lista compilata nel 2016, in vista di un voto del parlamento europeo sulla proroga quinquennale che avrebbe consentito l’utilizzo del glifosato nell’Ue, compaiono circa 200 nomi fra politici, intellettuali, scienziati e giornalisti. Spicca il nome dell’allora ministro dell’ambiente francese ed ex candidata alle presidenziali, Segolene Royal.

La notizia, diffusa dal quotidiano francese Le Monde e dall’emittente France 2, evidenzia possibili questioni di illegalità secondo il diritto francese, che proibisce la costituzione di banche dati basate sulle opinioni “politiche e filosofiche di soggetti che non accordino il proprio consenso”.

I 200 nomi erano divisi tra “bravi” e “cattivi” e venivano dati voti da zero a cinque a seconda dell’influenza e del livello di supporto per Monsanto. Nell’elenco compaiono dati personali sensibili come indirizzo di casa, numero di telefono e persino gli hobby. Il gruppo americano ora rischia di essere perseguito per vie penali.

Grafico dei cali di Bayer in Borsa nell'ultimo anno

Probabile esista una lista europea non solo francese

Secondo Le Monde è probabile che la black list francese sia solo una parte di un documento più ampio europeo. Uno degli elementi che lo fa pensare è che lo studio di lobbying incaricato da Monsanto ha inserito nell’elenco anche una colonna per individuare lo Stato membro di provenienza della personalità presa di mira (“MS”, che sta per ‘member state’). 

La questione, antecedente all’acquisizione da parte di Bayer, è stata così commentata dalla società tedesca: “Questo non è il modo con il quale Bayer intende dialogare con la società e i suoi portatori di interesse”.

La società ha inoltre aggiunto di non aver indizi in merito a profili di illegalità. La procura di Parigi, nel frattempo ha aperto un’inchiesta preliminare in seguito alla denuncia presentata da Le Monde.

Per Bayer, che ha rilevato l’americana Monsanto un anno fa, si tratta dell’ennesimo scandalo potenzialmente catastrofico a livello di immagine, come dicono anche i media in Germania. Il titolo, che ha perso quasi il 50% nell’ultimo anno (vedi grafico sopra), oggi sottoperforma leggermente il paniere Dax 30 a Francoforte (-2,65% al momento).

L’operazione di M&A, insomma, si sta rivelando per il momento un insuccesso clamoroso, tra danni all’immagine, spese legali, multe per risarcimenti e tracollo in Borsa.