Modello Crocetta in Sicilia funzionerà su scala nazionale?

27 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Ieri il leader del PD e della coalizione che ha ottenuto la maggioranza dei seggi alla Camera e al Senato, Pier Luigi Bersani, ha aperto a una serie di provvedimenti per riformare le istituzioni, tagliare i costi della politica, rivedere la legge elettorale, conflitto di interessi, questioni di moralita’ pubblica e privata e infine ridare slancio al mercato del lavoro in Europa, tutti progetti su cui conta di poter ottenere l’appoggio dei parlamentari del Movimento 5 Stelle.

Cercare un punto d’incontro sui punti programmatici comuni e’ un’idea che non sembra dispiacere nemmeno al portavoce del movimento partito dal basso, Beppe Grillo, che ha definito il modello Crocetta “meraviglioso”. Ma gli ostacoli su temi caldi come economia ed euro sembrano invece invalicabili. E dover ogni volta fare affidamento all’appoggio esterno al Senato appare troppo complicato e rischioso per la stabilita’ del paese.

Vista la composizione anomala del Senato (diviso in quattro e senza nessuna forza politica in grado di avere una maggioranza autonoma), per essere sicuro di ottenere la fiducia, a Bersani non bastera’ il sostegno mirato volta per volta dei 5 Stelle o la loro assenza “strategica” dalle votazioni.

Nel caso in cui si trovi privo dei 5 Stelle, il governo Bersani dovrebbe assicurarsi l’appoggio di PdL e Lega, che nell’ottica di esportare il Modello Crocetta su base nazionale, sarebbero all’opposizione. Se questi dovessero rifiutarsi di partecipare alla votazione, verrebbe a mancare il numero legale. Ammesso che tutti i senatori partecipino al voto, il centro sinistra dovra’ invece ottenere il voto di almento 16 dei 54 senatori del Movimento 5 Stelle.

A Palazzo Madama PD e Sel possono contare, infatti, su 123 seggi, 35 in meno del numero necessario per avere una maggioranza stabile. I 19 senatori eletti nella lista di Monti non sarebbero sufficienti a garantire a un governo di minoranza di passare provvedimenti. Arriverebbero a soli 142 voti e avrebbero bisogno del sostegno di almeno altri 16 senatori.

Un appoggio esterno per ogni singolo provvedimento valutato di volta in volta non appare una strada percorribile e che possa garantire la stabilita’ che l’Europa e i mercati pretendono. E’ molto piu’ credibile che il Movimento 5 Stelle venga invitato a fare formalmente parte della maggioranza di governo.

Nonostante i problemi del Senato non sussitano in Sicilia, la collaborazione anomala nell’esperimento del modello Crocetta non e’ andata sempre liscia. Come sottolinea Felice Cavallaro sul Corriere della Sera
, ad esempio c’e’ stata una dura opposizione del Movimento 5 Stelle alla costruzione di un rigassificatore Enel a Porto Empedocle.

“La mozione con primo firmatario il capogruppo Giancarlo Cancelleri, che alza il tiro e vorrebbe far cancellare con un colpo di penna a Crocetta tutte le autorizzazioni concesse nel 2009 da Totò Cuffaro, ritenute valide dal Tar, confermate dal Consiglio di Stato, sostenute con forza da Confindustria che ha un assessore in giunta e dal sindaco di Porto Empedocle, Lillo Firetto, un tempo funzionario Enel, adesso deputato nella stessa Assemblea nell’UdC del claudicante Casini, primo sponsor della candidatura a governatore di Crocetta, socio di portata di una giunta ormai con tanti mal di pancia interni al PD”.

Forte del successo alle urne, il Movimento 5 Stelle ha ottenuto una serie di posti importanti, nelle Commissioni regionali e alla presidenza della Commissione Ambiente e Territorio, che e’ stata affidata a Giampiero Trizzino, 35enne esperto di beni culturali, diritto ambientale e di fonti rinnovabili. Grazie al risultato numerico ottenuto, gli eletti del 5 Stelle – alla prima esperienza politica – sono consapevoli di avere il coltello dalla parte del manico, potendo influenzare le decisioni del leader di centro sinistra Crocetta.

Nei primi quattro mesi di amministrazione il passaggio piu’ delicato dell’appoggio esterno e’ stato quello per l’approvazione del Documento di programmazione economico-finanziaria (il cosiddetto Dpef), ovvero la finanziaria regionale.

Qualche settimana fa in Assemblea regionale il Movimento 5 Stelle ha fatto mancare in piu’ di un’occasione il numero legale per la sua approvazione, chiedendo prima a Crocetta un impegno chiaro sulla rinuncia alla costruzione di un impianto satellitare militare statunitense a Niscemi (Caltanissetta), ritenuto da alcuni potenzialmente pericoloso per la salute a causa delle emissioni di onde elettromagnetiche.

L’impressione e’ che il progetto ipotizzato da Bersani e Grillo di un governo di minoranza siffatto avra’ le fondamenta d’argilla. E che sia piu’ probabile che venga percorsa la via di un nuovo governo tecnico, che resti magari in carica un solo anno, con lo scopo di riscrivere la legge elettorale e mantenere l’Italia in linea con l’Europa prima del ritorno alle urne.

A complicare le cose la vicina scadenza (15 maggio) del mandato del presidente della Repubblica. Entrato nel suo semestre bianco (gli ultimi sei mesi in carica) Giorgio Napolitano non puo’ sciogliere le Camere. L’impressione e’ che pretendera’ dunqeu che un accordo politico tra le parti in campo sia stretto prima di iniziare la tortuosa avventura istituzionale.

L’impressione e’ che Bersani optera’ per presentare un programma molto circostanziato con obiettivi chiari e molto irregimentati, affidandosi all’ottenumento della fiducia in Parlamento – e quindi all’appoggio dei singoli – come peraltro ha gia’ fatto intendere nella sua prima conferenza stampa post voto.