Minniti: la mafia condiziona le elezioni italiane

22 Febbraio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – C’è il rischio che la mafia condizioni le elezioni politiche di marzo. A lanciare l’avvertimento il Ministro dell’Interno Marco Minniti.

Gli italiani vanno alle urne il 4 marzo prossimo e secondo il ministro Minniti, presentando il rapporto annuale alla commissione antimafia di Roma e sul Corriere della Sera, c’è “troppo silenzio” sul rischio “concreto” che le mafie che minaccino la democrazia e “la libertà di voto”.

“Siamo nell’altalena della competizione elettorale e…. c’ è un rischio concreto che le mafie condizionino il libero voto degli elettori. Le mafie sono in grado di condizionare le istituzioni e la politica. Su questi temi non ci può essere silenzio nella campagna elettorale, vedo troppo silenzio su questi temi e lo dico in qualità di ministro degli Interni”.

In Italia la criminalità organizzata si divide tra ‘ndragheta, mafia siciliana e camorra campana che nel corso degli anni hanno fatto affari con la compravendita dei voti.  Le accuse di ingerenze della mafia nelle elezioni italiane giungono in un momento in cui l’ attenzione globale è focalizzata sul potenziale indebolimento dei processi politici nelle democrazie occidentali e riecheggiano il Russiagate, le accuse secondo cui lo Stato russo si sarebbe intromesso nelle elezioni americane del 2016.

L’Italia è la terza più grande economia della zona euro eppure la mafia, le cui attività spaziano dalla vendita di contrabbando e contraffazione di merci all’estorsione, dal narcotraffico alla prostituzione, dalla frode al racket e altro ancora è di per sé una potenza economica. Sebbene sia difficile stimare l’Istat nel 2017 ha affermato che l’economia non osservata o economia sommersa del paese (definita come attività economiche non dichiarate e illegali) valeva 208 miliardi di euro nel 2015, un importo equivalente a circa il 12,6 per cento del prodotto interno lordo dell’Italia, mentre le attività illegali ammontavano a circa 17 miliardi di euro. I settori di maggior valore dell’ economia illegale nel 2015 sono stati il narcotraffico (11,8 miliardi di euro) e la prostituzione (3,6 miliardi di euro), mentre le attività connesse di trasporto e stoccaggio hanno rappresentato 1,3 miliardi di euro, come ha reso noto l’Istat. Numeri importanti che non dovrebbero essere presi sottogamba durante questa campagna elettorale.