Metà Europa non rispetta soglia deficit Pil

21 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Viene da chiedersi a cossa siano servite le politiche di rigore e austerity in Eurozona. L’anno scorso ben 14 Stati su 29 nell’Unione Europea avevano un deficit uguale o piu’ alto del 3%. Il tutto mentre più della metà ha un rapporto tra debito e Pil che supera il 60%.

Si tratta di Cipro (8,9%), Portogallo (7,2%), Spagna (5,9%), Bulgaria(5,8%), Regno Unito (5,7%), Croazia (5,6%), Slovenia (5%), Irlanda e Francia (3,9%), Grecia (3,6%), Polonia e Finlandia (3,3%), Belgio (3,1%) e Italia (3%).

Il debito complessivo è salito ancora nel 2014, con la Grecia che è risultato il paese con il passivo più alto (178,6%); segue l’Italia (132,3%).

In Danimarca (+1,5%), Lussemburgo (+1,4%), Estonia (+0,7%) e Germania (+0.3%) il bilancio è stato in attivo. La più bassa percentuale di deficit/pil è stata invece registrata in Lituania (0,7%), Romania (1,4%), Lettonia (1,5%), Svezia (1,7%) e Repubblica ceca (1,9%).

Il tasso più basso di debito/pil è stato quello dell’Estonia (10,4%), Lussemburgo (23%), Bulgaria (27%), Romania (39,9%), Lettonia (40,6%) e Lituania (40,7%). Addirittura 16 Stati hanno registrato un debito/pil più alto del 60%. Tassi piu’ alti in Grecia (178,6%), Italia (132,3%), Portogallo (130,2%), Cipro (108,2%), Irlanda(107,5%) e Belgio (106,7%)

Nel 2014 la spesa pubblica nella zona euro era equivalente al 49,4% del pil, le entrate al 46,8%. Per la Ue 48,2% e 45,2% rispettivamente. Il tasso della spesa pubblica e’ calato tra il 2013 e il 2014 nelle due zone, mentre il tasso delle entrate rispetto al pil e’ aumentato nella zona euro ed e’ calato nella Ue

Rispetto alla notifica di aprile i dati sul debito/pil dell’Italia sono stati leggermente aumentati di 0,1% per il 2012, di 0,3% nel 2013 e di 0,2% nel 2014.