Economia

MES, perché l’Italia non ha ancora ratificato la riforma e quali sono i rischi

L’Italia non ha ancora ratificato la riforma del MES, questo perché la maggioranza sul tema si è divisa e la premier Meloni ha preferito prender tempo in attesa di ricomporre i pezzi del suo personalissimo puzzle governativo. Vediamo tutto nell’analisi.

Gli scenari possibili

Venerdì 30 giugno è previsto in aula il voto alla Camera per la ratifica del MES (qui potete leggere tutti i dettagli sul Meccanismo Europeo di Stabilità). Lo scenario base, quello che al momento appare essere il più lontano dalla realtà, è che effettivamente si voti e i deputati decidano se dare l’ok al finanziamento europeo. Questo è ciò che vorrebbe gran parte dell’opposizione, ma la maggioranza sembra propendere per una pausa. Il secondo scenario possibile è che il voto venga rinviato di qualche giorno, riuscendo comunque a chiudere il cerchio sul tema entro l’estate. Il terzo scenario, quello al momento più probabile, è che il governo cerchi di rimandare il voto a settembre allungando così i tempi su quello che rappresenta davvero un argomento divisivo e quindi molto delicato per la tenuta stessa dell’esecutivo.

La strategia della maggioranza

“Sarebbe un errore portarlo ora in Aula“, ha detto sul MES nelle ultime ore la premier. Di fatto, mentre impazza ancora il caso Santanchè, Giorgia Meloni cerca di placare gli animi e rallentare le scelte su un tema spinoso come quello MES. Mercoledì probabilmente la coalizione di governo proverà a spingere per il rinvio nella capigruppo della Camera, dove troverà un’opposizione battagliera da Pd e Terzo polo, che più di tutti sostengono la ratifica del Fondo Salva Stati. Tuttavia la maggioranza ha i numeri per proporre e far passare una sospensiva.

I rischi del no MES

Per l’Italia, se si affermasse e rafforzasse il fronte no MES, il rischio principale è che ci si ritrovi un po’ isolati in Europa e Bruxelles si faccia più rigorosa nell’erogazione dei fondi legati al PNRR (sulla cui attuazione Roma è in ritardo). Al momento siamo infatti l’unico Paese a non aver dato la propria approvazione alla riforma del Fondo Salva Stati. Inoltre, tale ratifica permetterebbe anche di ridurre al minimo i rischi di speculazioni sui titoli di Stato nostrani.

Insomma, la matassa da sbrogliare per Giorgia Meloni non è di quelle da poco conto. D’altronde l’elevato indebitamento dell’Italia è uno dei principali punti critici anche in ottica prospettica per il nostro Paese. In questo senso, il supporto dei fondi europei è fondamentale, per affrontare e vincere le sfide di lungo periodo anche sul piano internazionale. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni sul MES, e magari arriverà anche qualche novità positiva dal PNRR.