L’Europa chiude a nuovi negoziati sul Mes: “Nessuna ragione per cambiarlo”

4 Dicembre 2019, di Alberto Battaglia

I contrasti fra M5s e Pd sul Meccanismo europeo di stabilità (Mes, o Fondo Salva Stati), potrebbero inasprirsi ulteriormente, dato che sulla possibilità di riaprire i negoziati è arrivato un forte segnale di chiusura dall’Europa. “Non vediamo ragione per cambiare testo” ha dichiarato Mario Centeno, presidente dell’Eurogruppo (l’assemblea dei ministri delle Finanze dell’Eurozona che ha messo a punto la riforma del Mes). Gli attuali ritocchi in corso d’opera riguardano solo “questioni tecniche” ha affermato Centeno, precisando che la cornice della riforma ha già raggiunto la sua versione condivisa fra i vari Paesi.
Il presidente dell’Eurogruppo ha tenuto a precisare che il contenuto della riforma del Mes, il cui trattato sarà firmato l’anno prossimo, “non penalizza alcun Paese, nemmeno l’Italia”. Le stesse parole che, in merito, ha pronunciato il neo eletto commissario agli Affari Economici, Paolo Gentiloni: il Mes, ha dichiarato, “non danneggia l’Italia né nessuno”.

 

Le polemiche in Italia

In Italia, però, il leader del M5s e ministro degli Esteri, Luigi Di Maio ha chiaramente indicato la necessità di “apportare delle modifiche sostanziali” alla riforma del Mes, che così com’è non sarebbe votata in Aula dalla delegazione pentastellata. “Per noi bisogna rinviare: così com’è non va bene, perché espone l’Italia e gli italiani a dei rischi troppo alti”, è stato l’ultimo commento di giornata del capo politico del M5s, “questa firma ci impegnerà per i prossimi 50 anni.
Finché non avremo la certezza al 200 per cento che l’Italia sarà al sicuro, non apporrò nessuna firma”. (Qui il nostro approfondimento sul Mes)

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel frattempo, ha provato a minimizzare sull’ipotesi che la maggioranza potrebbe spaccarsi sulla ratifica del trattato: “Quando il Mes sarà firmato decideranno i responsabili politici dei singoli Paesi, ci sono tempi e modi che decideremo in seguito”, ha detto in un intervento pronunciato da Londra, ove il premier è impegnato in un vertice della Nato.

E’ tornato sul tema del Mes, infine, uno fra i protagonisti delle polemiche degli scorsi giorni, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Durante un’audizione alla Camera il governatore ha chiarito che  “la proposta di riforma dell’Esm segna un passo nella giusta direzione, soprattutto perché introduce il backstop al Fondo di risoluzione unico”.
“Sul fronte del sostegno ai paesi in crisi la riforma non cambia la sostanza del Trattato attualmente in vigore”, ha aggiunto, “viene confermata l’esclusione di qualsiasi automatismo nelle decisioni circa la sostenibilità dei debiti pubblici e di un eventuale meccanismo per la loro ristrutturazione”.