Merkel ai tedeschi: “2013 peggio del 2012”. E i numeri le danno subito ragione

2 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

Berlino – Angela Merkel ha avvertito i tedeschi che l’economia nazionale attraverserà nel 2013 una fase ”più difficile” rispetto al 2012, dato che “la crisi del debito nell’eurozona è tutt’altro che finita”. Nel suo discorso di fine anno, la cancelliera tedesca ha sottolineato infatti che “lo scenario economico non sarà più semplice l’anno prossimo, bensì più difficile”.

E proprio oggi sembra arrivare la conferma dal fronte economico: reso noto infatti il Pmi, l’indice che monitora la performance del settore manifatturiero, in Germania. Il dato segna un indebolimento sorprendente, calando da 46,8 a 46 punti, ben al di sotto della fase di espansione, che viene considerata con un valore superiore alla soglia psicologica dei 50 punti.

Dall’indicatore risulta che: i volumi dei nuovi ordinativi sono scesi per il 18esimo mese consecutivo e che i licenziamenti sono continuati nel mese di dicembre.

Nonostante la maggiore economia europea sia riuscita ad affrontare la crisi abbastanza bene, la crescita ha subito un rallentamento dall’inizio dell’anno. Dopo un’espansione dello 0,5% nel primo trimestre dell’anno, il Pil è cresciuto dello 0,3% nel secondo trimestre e solo dello 0,2% nel terzo.

Ad ottobre, poi, il governo ha tagliato le stime sulla produzione economica nel 2013 dall’1,6% all’1,0%. Merkel ha tuttavia ricordato che quest’anno “è stato possibile raggiungere il livello minimo di disoccupazione e il massimo in termini di occupazione dalla caduta del muro nel 1990”

Quindi, un rallentamento il prossimo anno “non dovrebbe scoraggiarci ma piuttosto spronarci”, ha detto Merkel, aggiungendo che le riforme apportate in ambito Ue “stanno cominciando a dare frutti” ma “bisogna avere pazienza”, ha concluso, perché “la fine della crisi è ancora lontana”.

C’è però una importante eccezione. Oggi non è stato infatti reso noto soltanto il dato relativo al Pmi. Indicazioni importanti sono arrivate infatti anche dal mondo dell’occupazione. Che è, di fatto, aumentata.

Gli occupati, nel 2012, sono infatti saliti al record di 41,5 milioni di occupati, l’1% in più (+416 mila persone) rispetto al 2011. A comunicarlo è stato Destatis, l’ufficio federale delle statistiche nella città di Wiesbaden.(ASCA-AFP)