Mercato unico digitale Ue: shopping e streaming non saranno più gli stessi

25 Maggio 2016, di Alberto Battaglia

La Commissione europea ha svelato le linee guida per la creazione del Mercato unico digitale europeo, in grado di abbattere le barriere che impediscono la crescita degli scambi sul commercio online. Il risultato atteso è ambizioso: 415 miliardi di euro all’anno di crescita negli scambi. Allo stato attuale, però, solo 15% dei cittadini compra online da altri stati membri dell’Unione Europea, questo a causa di notevoli discrepanze di prezzo come quelle relative all’invio dei pacchi fuori dai confini nazionali. Spedire all’estero costa circa cinque volte tanto una spedizione domestica: Bruxelles intende abbattere questa differenza, con le buone o con le cattive (un lobbista ha dichiarato al Ft che la Commissione è pronta a regolamentare i prezzi se necessario).

L’armonizzazione, però, riguarderebbe una serie molto ampia di aspetti legati al commercio online, come le politiche di tutela ai consumatori, l’eliminazione di pratiche discriminatorie basate sul Paese d’origine del consumatore (che per esempio bloccano l’accesso a un sito Internet per reindirizzare l’utente verso un altro canale che pratica prezzi diversi). Anche il diritto d’autore, tutelato su basi nazionali, verrà armonizzato in modo da permettere, ad esempio che gli acquirenti di film, musica o articoli possano fruirne anche quando viaggiano nel territorio europeo. Finora queste proposte hanno ricevuto un supporto molto diversificato da parte degli stati membri, il blocco più favorevole è quello composto da Regno Unito, Irlanda, Polonia e dai Paesi nordici e del Benelux; più scettiche sono la Francia, soprattutto per quanto riguarda la protezione del diritto d’autore, e la Germania, poco propensa a liberalizzare ulteriormente il commercio online.
Un’altra nota interessante riguarderà il principale veicolo della ricerca via Internet: Google. Secondo le intenzioni di Bruxelles, il motore di ricerca dovrà assumersi maggiori responsabilità sui contenuti che vengono trasmessi grazie ad esso. Se oggi Mountain View è libera da conseguenze in caso di violazioni del copyright, ad esempio, la Commissione punta a chiedere una sorveglianza interna che limiti i danni e che limiti i danni di una serie di contenuti che violano la legge.