Mercato dell’arte: per Art Basel con il Covid boom di vendite online

17 Marzo 2021, di Lorenzo Manusardi

Art Basel e UBS hanno pubblicato il quinto Art Basel e UBS Global Art Market Report, redatto dalla rinomata economista culturale Clare McAndrew.
Il rapporto sintetizza il sondaggio condotto su 2.569 collezionisti d’arte in dieci mercati principali (in cui quest’anno è stata compresa per la prima volta anche la Cina). Un’ analisi che mostra quale impatto abbia avuto la pandemia sul mercato dell’arte e che identifica le tendenze chiave per il 2021 e oltre.

Mercato dell’arte: le nuove tendenze

Le conclusioni più indicative rivelano un cambiamento delle modalità di investimento e di comportamento dei collezionisti.
Partiamo dalle vendite globali di arte e antiquariato. Nel 2020, sono state stimate a 50,1 miliardi di dollari, in calo del 22% rispetto al 2019. Il mercato statunitense ha mantenuto la sua posizione di leader, seguito da Cina e Regno Unito; tuttavia, la Cina ha superato gli Stati Uniti come il più grande mercato di aste pubbliche, con una quota del 36% del valore delle vendite.
Il secondo dato disegnato dal report mostra come la pandemia abbia fatto comunque aumentare l’interesse generale per il collezionismo. Una tendenza confermata anche per il 2021, con la maggioranza dei collezionisti HNW (57%) che prevede di acquistare più opere per le proprie collezioni.
Ma uno dei cambiamenti più interessanti rivela che le vendite online sono raddoppiate in valore rispetto al 2019, raggiungendo un record di 12,4 miliardi di dollari e attestandosi al 25% (9% nel 2019). È la prima volta che la quota di e-commerce nel mercato dell’arte ha superato quella del retail generale.
Interessante anche il nuovo identikit del collezionista HNW di nuova generazione: con una maggioranza di donne, con forte percentuale di millennials, con una forte predilezione per il canale di acquisto via Instagram, ma tuttavia anche con ancora un’altissima tendenza a frequentare Fiere e Gallerie.

Christl Novakovic, CEO UBS Europe SE, Head Wealth Management Europe e Presidente dell’UBS Art Board, sottolinea l’accelerazione digitale: “Il 2020 ha segnato una svolta per l’innovazione digitale nel mercato dell’arte. Anche in periodo di blocchi, il passaggio alle piattaforme online ha permesso gli acquisti, una maggiore trasparenza e ha rafforzato il mercato. La pandemia ha dimostrato che abbiamo bisogno dell’arte per alzare lo sguardo al di sopra delle difficoltà, per esprimere le nostre opinioni ed emozioni e per trovare leggerezza nei momenti difficili”.

Clare McAndrew, fondatrice di Arts Economics, ha commentato la fotografia del nuovo mercato: “Il calo delle vendite è stato inevitabile. Ma la crisi ha anche dato l’impulso al cambiamento e alla ristrutturazione, il cambiamento più fondamentale è stato l’implementazione di strategie digitali e vendite online, che fino ad ora erano in ritardo rispetto ad altri settori. Il commercio d’arte ha mostrato un’incredibile resilienza nel modo in cui si è adattato ad alcune delle nuove realtà. Sebbene le aziende stiano ancora cercando di capire come bilanciare la maggiore presenza sul mercato online con la condivisione di esperienze ed entusiasmo delle vendite ed eventi offline, pochi vedono questi cambiamenti come transitori.

Anche Noah Horowitz, Direttore Americas, Art Basel si dice ottimista circa le tendenze future: “Sebbene il 2020 abbia segnato cali sia del valore che del volume delle vendite per rivenditori e case d’asta, l’interesse nel collezionismo ha dimostrato profonda continuità, anche in questa situazione, definendo il futuro della nostra industria.”

Il panorama italiano

Il report fornisce anche interessanti indicazioni sui trend del nostro Paese che vede il volume delle opere comprate dai collezionisti italiani nel 2020 rimanere stabile rispetto al 2019. Solo il 9% dei collezionisti italiani predilige comprare alle fiere d’arte, mentre gli acquisti via Instagram sono stati solo l’1%, la percentuale più bassa, insieme a Francia e Singapore, rispetto a tutti i paesi coinvolti nella ricerca.
Gli investitori italiani in generale hanno mostrato di interpretare il mercato dell’arte per il ritorno atteso sull’investimento, in controtendenza rispetto alla maggior parte dei mercati che vede l’arte come metodo per diversificare i portafogli. Tuttavia, il 61% dei collezionisti si dice ottimista nei confronti del mercato dell’arte in Italia nei prossimi 6 mesi (e il 69% per i prossimi 12 mesi), un ottimismo più alto rispetto a quello per il mercato azionario (al 56%).

Art Basel, fondata nel 1970 dai galleristi di Basilea, mette in scena oggi le più importanti mostre d’arte al mondo ed è uno dei punti di riferimento per l’arte moderna e contemporanea. Il rapporto tra UBS e Art Basel è iniziato nel 1994 quando la società svizzera di servizi finanziari ha iniziato a fungere da partner principale per l’edizione originale della fiera a Basilea.