Mercati pagina 28
Il broker conferma la preferenza per BPER e giudizi positivi su Intesa, UniCredit e Banco BPM. Utile netto aggregato 2025 stimato a 26,2 miliardi, quarto trimestre solido nonostante alcune componenti straordinarie.
Il presidente Usa accusa la prima banca Usa di aver chiuso i conti suoi e delle società collegate dopo l’assalto a Capitol Hill. JPMorgan respinge le accuse: “Decisioni legate a rischi legali e regolamentari, non alla politica”.
Mentre il Parlamento europeo frena sull’accordo Mercosur, a Davos Trump ricalibra la minaccia dei dazi: la geopolitica commercial torna protagonista?
Nonostante il lieve calo odierno, il metallo giallo continua a stupire analisti e investitori. Tra banche centrali in cerca di diversificazione, tagli dei tassi all’orizzonte e nuove tensioni geopolitiche, l’oro consolida il suo ruolo di bene rifugio globale e brucia in anticipo le stime sul 2026.
Secondo l’indagine di Bank of America, la maggior parte dei gestori sovrappesati in azioni non ha strumenti di protezione, mentre tensioni commerciali e conflitti internazionali spingono il rischio in cima alle preoccupazioni.
La banca sposta il quartier generale del wealth management a West Palm Beach: tasse piĂą basse, meno vincoli e un segnale forte che anche i giganti di Wall Street stanno ripensando il futuro lontano da New York.
Resilienza e nuove opportunitĂ in un mercato piĂą ampio, anche grazie alla diffusione dell’AI. Questo il sunto dell’Outlook 2026 di Capital Group
Report Unimpresa: nel 2025 il patrimonio finanziario cresce di 266,6 miliardi (+4,5%) e supera quota 6.148 miliardi. Dai conti correnti ai mercati: portafogli in evoluzione, con azioni e fondi motore della crescita
Nuovo record per il prezzo dell’oro, che ha superato per la prima volta la soglia dei 4.800 dollari l’oncia, prolungando così una corsa che appare tutt’altro che esaurita. Le previsioni più aggiornate confermano un sentimento bullish per il 2026 mentre la corsa non sembra fermarsi, alimentata da incertezze geopolitiche, politiche monetarie accomodanti e una domanda globale insaziabile.
Il fondatore di Bridgewater ne è convinto: la nuova offensiva politica e commerciale di Donald Trump rischia di innescare una “guerre dei capitali”, con Paesi e investitori pronti a ridurre l’esposizione verso dollaro e Treasury. Un’ipotesi che trova già un primo riscontro concreto nella decisione di un grande fondo pensione danese di uscire dal debito Usa.