Mercati: volatilità da record, mai così alta dal ’90. Cosa vuol dire per i rendimenti?

11 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – La volatilità che sta sperimentando il mercato da inizi 2015 è a livelli record: nell’ultimo mese l’indice di volatilità è salito del 120%. “Dagli anni Novanta a oggi, non abbiamo mai visto prima d’ora una situazione di incertezza per lo S&P 500 simile a quella attuale”, spiega alla Cnbc Paul Hickey di Bespoke Investment Group.

“È interessante notare – spiega tuttavia l’esperto – che, mentre il saliscendi dei mercati crea nel breve termine forti perdite per gli operatori di mercato, il quadro a più lungo termine va meglio”, spiega Hickey richiamando l’attenzione al periodo di novembre 2008 e ottobre 2011.

In quelle due situazioni, gli operatori, dopo aver sperimentato, perdite del 3,43% e del 3,09% per con cali fino a 12 sedute di seguito.

Sempre nel 2008, l’S&P 500 è sceso di 60 per cento, ma i ritorni a tre mesi dopo il crollo sono stati del 15,2 per cento. Più contenuti i rendimenti del 2011, che hanno visto un incremento dello S&P 500 del 9,7 per cento nei successivi tre mesi. Dopo un anno, sia nel 2008 e nel 2011 l’indice aveva tuttavia recuperato il 25 per cento. (mt)