Mercati, spettro no deal Brexit fa visita a Westminster

13 Marzo 2019, di Daniele Chicca

Oggi lo spauracchio di una Brexit senza accordo, lo scenario reputato catastrofico dalla stragrande maggioranza di economisti e politici, si reca a Westminster. Dopo che la Camera dei Comuni ha bocciato nettamente il deal della premier Theresa May, il parlamento britannico si esprimerà sulla possibilità di una Brexit no deal. Se nemmeno questa ipotesi sarà approvata, il 14 marzo si voterà sullo slittamento dell’articolo 50. È l’opzione che viene data come più probabile dagli analisti e quella auspicata dagli investitori dopo l’umiliazione di May della vigilia.

I mercati infatti, fa sapere Amundi, non scontano l’eventuale scenario no deal. L’impatto sarebbe negativo per l’azionario europeo e per la divisa britannica. Dopo che le speranze di un accordo si sono infrante contro il muro del parlamento (e del backstop irlandese), la sterlina ha perso terreno sul Forex. I trader confidano nel buon senso e responsabilità dei parlamentari. L’UE è favorevole a un rinvio della Brexit, ma solo se questo sarà a lungo termine per aprire la strada a un secondo referendum. Prima del voto il governo fornirà nuove informazioni su quello che potrebbe succedere in caso di no deal agli scambi commerciali e alla dogana tra le due Irlande.

In caso di no deal il governo britannico ha annunciato che azzererà i dazi sull’87% dei beni importati nel Regno Unito. Si tratterebbe di una misura temporanea di emergenza per evitare uno shock dei prezzi da £9 miliardi a aziende e consumatori. I dazi saranno applicati ad alcuni prodotti, tuttavia. Come per esempio manzo, maiale, agnello e alcuni latticini. È un modo per aiutare gli agricoltori e i produttori di alimentari che sono stati protetti dai dazi ai beni UE” in passato. L’annuncio viene definito una “liberalizzazione modesta” dei dazi. Il cui obiettivo è quello di ridurre al minimo i problemi per le aziende ed eventuali impennate dei prezzi nei supermercati.

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Daniele Chicca 13 Marzo 201910:02

Stamattina la sterlina rimbalza a quota $1,3144 rispetto agli $1,3077 della chiusura. Questo perché i mercati si aspettano che il parlamento britannico voti contro l’ipotesi di un no dea. Per la divisa britannica è una settimana come previsto altamente volatile. Durante le votazioni il trading range è molto ampio: dai minimi di $1,2945 è passata anche ai massimi di $1,3290. In avvio la Borsa di Londra è poco variata.

Daniele Chicca 13 Marzo 201916:24

Theresa May voterà contro la prospettiva di un no deal oggi in aula. È stata la stessa premier ad annunciarlo. Downing Street però ha fatto sapere che i parlamentari del partito dei conservatori dei Tories saranno liberi di votare come meglio credono sull’emendamento per promuovere il Compromesso di Malthouse. Che rappresenta un no deal “ordinato”. Se il testo passasse, Londra lascerebbe l’UE senza accordo ma il periodo di transizione sarebbe prolungato di un anno, fino a fine 2021.

Daniele Chicca 13 Marzo 201918:06

Piazza Affari chiude in terreno positivo, con il Ftse Mib che registra un rialzo dello 0,57%. Vola Juventus (+17,42%) sulle ali della vittoria in Champions League di ieri. Balzo anche per Ferragamo (+6,94%) dopo la pubblicazione dei conti, avvenuta ieri a mercati chiusi. Tonica Azimut (+3,31%). Le vendite hanno invece caratterizzato la seduta di Prysmian (-3.42%) e Diasorin (-1,31%).

Daniele Chicca 13 Marzo 201918:06

Le principali Borse europee registrano rialzi diffusi. L’indice panaeuropeo Eurostoxx 50 strappa un +0,59%. Acquisti su Banco Santander (+3,19%), Airbus (+2,01) e sull’altra banca spagnola BBVA (+1,93%). In difficolta il retail dopo i risultati non convincenti di Inditex (-4,68%) e Adidas (-2,91%).