Mercati, Nobel: il timore che mi tiene sveglio la notte

27 Luglio 2017, di Alberto Battaglia

Mentre l’indice S&P 500 raggiunge nuovi massimi storici (insieme con Dow Jones e Nasdaq) e il l’indice della volatilità aggiorna il suo minimo storico, il premio Nobel Robert Shiller (Yale) mette in guarda gli investitori: la combinazione di scarsa volatilità abbinata a rapporti P/E anomali potrebbe condurre a una correzione significativa sui mercati.

Il fatto che le fluttuazioni di valori azionari sia quantomai modesta, ha affermato Shiller all’emittente Cnbc, potrebbe essere come la calma prima della tempesta.

Il modello P/E elaborato da Shiller, noto come Cape e che tiene conto degli utili corretti dall’inflazione degli ultimi 10 anni, indica un valore di 30 punti; solo prima della crisi del ’29 e fra 1997 e 2001 è stato superiore. Il rapporto prezzo/utili, lo ricordiamo, è lo strumento più immediato per farsi un’idea su quant’è “cara” una certa azione in Borsa.

“Abbiamo un presidente (Donald Trump, NdR) che vuole ‘rendere l’America di nuovo grande’. Se avesse ragione, forse ci staremmo avviando verso un nuovo percorso”, ha detto Shiller, “ma sarebbe la prima volta nella storia americana”.

In passato Shiller fu in grado di predire con successo lo scoppio della bolla delle dot com e del mercato immobiliare americano: per quanto riguarda lo scenario attuale, ha dichiarato l’economista della Yale University, che ci si trova a “valutazioni molto alte” e che “potremmo vedere una grossa correzione”, anche se “questa non è una previsione è una preoccupazione”, tanto grande da tenere sveglio la notte l’illustre economista.

Da inizio anno lo l’indice S&P 500 ha guadagnato il 10,84%, mentre il paniere Dow Jones delle blue chip il 10,16%.