Mercati: i titoli di piazza Affari su cui puntare dopo il Recovery Fund

28 Luglio 2020, di Mariangela Tessa

I leader europei hanno finalmente raggiunto uno storico accordo sul tanto atteso “Recovery Fund”: 390 miliardi sotto forma di trasferimenti e 360 miliardi sotto forma di prestiti, con l’Italia primo beneficiario netto.

Ma cosa vuol dire tutto questo e come si può riflettere nella scelta dei titoli?

Antonio Amendola, co-gestore di Italia ed Europa AcomeA SGR, società di gestione del Risparmio specializzata in fondi comuni d’investimento e gestioni patrimoniali, spiega:

“le risorse erogate con il recovery fund, unite alla sospensione (temporanea) del patto di stabilità, pongono le basi per importanti riforme strutturali per il nostro Paese, da troppo tempo abituato ad un “crescita” asfittica del PIL. Le risorse, se canalizzate verso la giusta direzione (infrastrutture, sanità, digitalizzazione ecc.), possono portare ad una crescita del prodotto interno lordo impensabile fino a qualche anno fa. Il tutto ovviamente non è privo di rischi dato che bisogna passare per la volontà politica e di indirizzo degli investimenti. Tuttavia, a nostro avviso il mercato oggi non sconta quasi per nulla il circolo virtuoso investimenti-crescita che si può innescare”.

Come investire sul mercato italiano?

Prima di parlare di strategie di investimento, Amendola fa notare che

“solo l’indice tedesco si avvia verso la parità da inizio anno, con l’Italia in linea con la Francia, e la Spagna ancora oltre il -20%. Le performance ci fanno quindi capire che il mercato ancora è scettico circa il recupero dei livelli pre-Covid per la periferia, nonostante sia vista come la maggior beneficiaria degli investimenti Europei. Restringendo lo sguardo al mercato italiano, da inizio anno il Ftse Mib ha sovraperformato il Ftse Mid Cap e Ftse Small Cap. La motivazione principale è da ricercarsi in una dinamica di flussi: gli investitori (specie esteri) seppur positivi sull’Italia non sono ancora così convinti da spingersi a comprare titoli più piccoli e legati al ciclo. Al contrario, invece noi crediamo sia questo il momento di iniziare a posizionarsi su quelle storie che beneficeranno dei macro temi come investimento infrastrutturale, digitalizzazione e green economy”.

L’identikit della società target, secondo l’esperto, è quella che presenta:

  • basso livello di indebitamento, di modo che possa espandersi per linee interne ed esterne;
  • profittabilità sostenibile meglio se presente in una nicchia di mercato;
  • presenza internazionale: non dimentichiamoci che i soldi del recovery fund non arriveranno solo a noi ma anche agli altri Paesi europei ed è importante essere presenti nell’indotto produttivo internazionale;
  • management con track record consolidato

Posizionamento strategico

“Per più di un decennio le banche centrali hanno giocato il ruolo di protagoniste indiscusse della scena economica, ma oggi siamo dinanzi a un cambio di paradigma in cui le politiche fiscali saranno sempre più importanti. L’Italia è chiamata a fare la sua parte e può dare una svolta importante al suo sentiero di crescita grazie al canale degli investimenti. Questo nuovo corso di politica economica potrebbe, a nostro avviso, avvantaggiare il tessuto produttivo delle realtà medio piccole che tutto il mondo ci invidia. Il posizionamento nei nostri portafogli rimane orientato verso aziende che mostrano tutte le carte in regola per beneficiare degli investimenti infrastrutturali e della crescita della green economy. L’identikit ideale è da ricercare nelle società medio piccole, che sono rimaste per troppo tempo lontane dai radar del mercato. Come dimostrato in basso, i multipli presenti nei nostri fondi riflettono questo posizionamento” ha concluso Amendola .