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Mercati: godersi l’estate, finché dura

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Godiamoci l’estate, finché dura. E’ quello che pensano gli analisti del team di ricerca di Generali Investments, che vedono qualche foschia sui mercati finanziari con l’arrivo dell’autunno. Di estate, peraltro, non ne è rimasta molta e bisogna cominciare a rivolgere lo sguardo verso i prossimi mesi: “Con l’allentamento dei lockdown e il rimbalzo delle attività globali dal nadir del secondo trimestre – spiega Thomas Hempell, head of macro & market research della società – le speranze di una forte ripresa hanno aiutato le attività a rischio ad avanzare ulteriormente nel mese di luglio, avvantaggiando la nostra posizione pro-rischio nei portafogli. Con l’azionario globale ora quasi stabile rispetto all’inizio dell’anno, nonostante la recessione storicamente profonda, ci sono preoccupazioni crescenti che i mercati stiano sottostimando i rischi”.

Un’illusione di mezza estate: la ripresa a “V”

L’andamento dei contagi specialmente negli Stati Uniti e in Brasile non fa dormire sonni tranquilli: “Anche in Europa e in Asia, dove le politiche pubbliche sono state più efficaci, i casi di ripresa anticipano il rischio per l’emisfero settentrionale una volta che le persone inizieranno a incontrarsi più frequentemente in spazi chiusi questo autunno. L’impatto economico, e sui mercati della crisi Covid si dimostrerà molto prolungato.
Una ripresa a forma di V rimarrà un’illusione estiva. Dopo un rimbalzo iniziale, la ripresa perderà slancio, con le persistenti incertezze legate a Covid e l’elevata disoccupazione che grava sugli investimenti e sui consumi. Negli Stati Uniti, la ripresa del mercato del lavoro si è arrestata, con le richieste di disoccupazione che sono aumentate di nuovo per la prima volta da marzo, con la ripresa della pandemia.
Neanche le incertezze della politica americana stanno aiutando, con il Congresso ancora in disaccordo sull’estensione o la sostituzione del integrazione temporanea al sussidio di disoccupazione (pari a 600 dollari a settimana). Nel frattempo, gli attriti commerciali tra Cina e Stati Uniti si sono trasformati in un aperto conflitto diplomatico, con scarsi segni di distensione in vista delle elezioni presidenziali USA a novembre”.

Porti sicuri, è presto per nascondersi

Come posizionarsi, quindi, sui mercati finanziari? “Nonostante le crescenti preoccupazioni sulla sostenibilità della propensione al rischio, nascondersi in paradisi sicuri sembra ancora prematuro. Riteniamo che il Congresso USA potrebbe fornire un nuovo stimolo prima della pausa estiva (8 agosto, ndr). La Fed potrebbe inoltre diventare ancora più accomodante, se optasse per una qualche forma di average inflation targeting alla fine della revisione della sua strategia di politica monetaria, forse nel mese di settembre. Nel frattempo, l’incontro (virtuale, il 28 agosto, ndr) di Jackson Hole proporrà idee sul futuro della politica monetaria che ne accentuareanno il bias accomodante.
Il compromesso europeo, a lungo dibattuto, sul Recovery Fund di 750 miliardi di euro, inclusi 390 miliardi di euro stanziati come aiuti a fondo perduto, è un segnale particolarmente apprezzato dai leader dell’UE nella direzione di una assistenza reciproca. Inoltre, il sensibile calo del Dollaro (quasi il 5% da metà maggio) è rassicurante soprattutto per le società maggiormente indebitate e i titoli sovrani nei paesi emergenti.
Le valutazioni e il posizionamento degli investitori negli asset più rischiosi sono ora meno convincenti, ma ancora non esuberanti. Mentre continuiamo a navigare sull’onda risk-on, ci prepariamo a ridimensionare le posizioni in quello che pensiamo possa essere un autunno difficile.  Anche il rischio politico aumenterà, con le elezioni statunitensi a novembre e la conclusione dei colloqui sulla Brexit in ottobre.
Complessivamente, manteniamo una prudente inclinazione pro-rischio nei portafogli, principalmente attraverso un sovrappeso in titoli EUR IG Credit con preferenza verso scadenze più lunghe, mentre sottopesiamo liquidità e titoli a breve scadenza. Manteniamo una minima posizione overweight anche sull’azionario. L’USD si muove verso un’ulteriore fase di debolezza, anche se a una velocità molto più contenuta rispetto alle ultime settimane”.