Emergenti riacquistano appeal, per Mobius “è ora di comprare”

12 Novembre 2018, di Mariangela Tessa

Dopo mesi di tempesta, i mercati emergenti riacquistano appeal. Questo grazie alle loro valutazioni che, a questi livelli, risultano particolarmente attraenti.

“È quindi il momento buono per tornare a investire nel settore” ha detto Mark Mobius, noto investitore americano, fondatore di Mobius Capital Partners in un’intervista alla Cnbc in cui ha spiegato che, complice il sell-off degli scorsi mesi, “le azioni dei mercati emergenti sono ora molto convenienti “.

Negli ultimi mesi, gli investitori si sono sbarazzati delle loro partecipazioni nei mercati emergenti, temendo che la crisi di Turchia e l’Argentina avrebbe contagiato altri mercati. A preoccupare sono stati soprattutto il ​​rafforzamento del dollaro USA e l’aumento dei prezzi del petrolio, che hanno danneggiato le economie emergenti, sedute su enormi quantità di debito estero oltreché grandi importatori netti di energia.

In questo clima, l’indice MSCI Emerging Markets – che replica titoli azionari a media e alta capitalizzazione in 24 paesi – è diminuito di circa il 16% da inizio anno. 

Ma le cose sembra essere cambiate.

“Alcuni paesi stanno già mostrando una ripresa delle loro valute e dei loro corsi azionari” ha osservato l’investitore, specificando che una delle ragioni deve cercarsi nel fatto che il dollaro USA ha iniziato a stabilizzarsi.

Cosa comprare?

Per Mobius, i mercati latino-americani, in particolare il Brasile, sono quelli che hanno finora mostrato segni di ripresa maggiore. L’Asia è rimasta indietro, anche se la regione offre ancora opportunità. In particolare, un certo numero di piccole e medie imprese cinesi sembrano “interessanti”, ha detto l’investitore, anche se senza dare nomi.

Mobius inserisce nella lista dei paesi preferiti anche l’India, dove i tassi di crescita hanno superato quelli della Cina e del sud-est asiatico.

In termini di settori, Mobius consiglia di concentrarsi su aziende operanti in settori tradizionali, come la vendita al dettaglio, favorendo le imprese con bilanci solidi, un piccolo debito e quelle che dividono le loro riserve di liquidità tra gli investimenti per l’espansione e il pagamento dei dividendi agli azionisti.

“I dividendi sono un segno che la società ha prima di tutto denaro e, poi, pensa anche agli azionisti”, ha detto.