Mercati emergenti, Mobius: “non è stato toccato il fondo”

30 Luglio 2018, di Mariangela Tessa

Nulla di buono in vista per i mercati emergenti. Soprattutto per quello cinese che ha di fronte una serie di ostacoli, che renderanno più complessa la ripresa. Parola di Mark Mobius, socio e cofondatore di Mobius Capital Partners che, in un’intervista a Bloomberg Tv, ha sottolieato:

“Il mercato di Shanghai si scontrano con molti ostacoli, tra cui il debito, l’influenza dei titoli tecnologici e il conflitto commerciale in corso con gli Stati Uniti” ha spigeato Mobius, che poi ha aggiunto:

“Nel caso dei mercati emergenti, ci sono buone possibilità di una  ripresa dopo una fase di vendite, ma per la Cina la situazione appare piú complessa”, ha detto. “Ci aspettavamo un calo del 30% e ora siamo in calo di circa il 20 percento sui mercati emergenti, a seconda di quale indice guardi”.

Nel più lungo periodo, Mobius sottolinea le potenzialità della Turchia che, a suo avviso, si trova in una “posizione molto, molto interessante”. Si tratta di “una grande economia, ci sono grandi aziende “, ha detto. “Ci saranno  alcuni problemi in futuro, ma penso che la Turchia sia un luogo su cui punteremo il nostro sguardo” in futuro.

A conferma della fragilità dei mercati emergenti, secondo gli gli ultimi dati della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), il credito in dollari USA a favore di mutuatari non bancari al di fuori degli Stati Uniti ha toccato $ 11,5 trilioni alla fine di marzo, con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente.

Anche il credito in euro è in forte crescita, con un aumento del 10% annuo, con un valore totale di € 3,1 trilioni ($ 3,6 trilioni).