Mercati emergenti in serie negativa prolungata

14 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Tassi & Congiuntura: in area Euro ieri si è assistito ad un calo dei tassi di mercato sia core che periferici favoriti dalle dichiarazioni del membro BCE Praet e da un contesto di ribasso delle borse europee. Ieri il belga Praet ha sorpreso il mercato nel corso di un’intervista al WSJ, dichiarando che la BCE potrebbe adottare tassi d’interessi negativi sui depositi ed acquistare asset dalle banche qualora fosse necessario aumentare l’inflazione.

Successivamente ha poi stemperato i toni aggiungendo che gli acquisti per adesso non sono necessari. L’esponente ha parlato anche stanotte a Bloomberg Tv spiegando che nell’ultima riunione della BCE il contrasto tra i membri è stato sul timing del taglio e non sulla necessità di farlo poiché c’era un forte consenso in tal senso. La decisione del taglio è stata presa dopo il debole dato sull’inflazione di ottobre. Questa mattina nelle battute iniziali degli scambi, prosegue il trend ribassista dei tassi. Sul fronte macro ha deluso il PIL francese che,a sorpresa, si è contratto nel terzo trimestre (-0,1% t/t) evidenziando così le difficoltà ancora presenti per il paese di Hollande.

In linea con le attese il rallentamento del PIL tedesco. In contrazione come da attese (-0,1% t/t) il PIL italiano. In mattinata sarà pubblicato il Pil relativo all’area Euro. Ieri il responsabile del tesoro spagnolo ha dichiarato che la Spagna potrebbe introdurre covered bond garantiti da prestiti alle piccole medio imprese. Secondo il giornale tedesco Handelsblatt, la Germania ritiene che non sarà raggiunto un accordo sul meccanismo unico di risoluzione per le banche nell’Ecofin di oggi e domani. Anche negli Usa ieri si è assistito ad un calo dei tassi di mercato accentuato nel finale dopo la pubblicazione del testo che oggi Yellen, probabile neo-governatore della FED, leggerà davanti alla commissione bancaria del Senato nel suo discorso per ottenere la nomina. Inoltre il collocamento da 24Mld$ del titolo decennale ha riscosso un buon successo dagli investitori.

Dal comunicato della Yellen, è risultato un tono piuttosto accomodante: “un recupero forte dell’economia sarà alla fine necessario per consentire alla FED di attenuare la politica monetaria accomodante e gli strumenti non convenzionali come gli acquisti di asset”… “ritengo che supportare l’economia oggi sia il sentiero più sicuro per tornare ad un approccio più normale di politica monetaria in futuro”. Il tasso di disoccupazione viene valutato ancora “troppo elevato” ed è considerato un effetto della crescita sotto il potenziale, inoltre l’inflazione è attesa restare sotto il target del 2%. Stanotte c’è stato anche un discorso di Bernanke dove però l’attuale governatore non si è espresso sull’outlook della politica monetaria, ma si è limitato a dire di aspettarsi un miglioramento del mercato del lavoro e che la credibilità della FED sull’impegno nei confronti dell’inflazione è forte. Sul fronte macro ieri non ci sono stati dati di rilievo, mentre oggi sono in programma le richieste settimanali di sussidi e la bilancia commerciale di settembre.

Valute: andamento volatile per l’euro verso dollaro ieri che si è temporaneamente deprezzato fin sotto 1,34 sulla scia delle parole di Praet per poi recuperare terreno durante la fase finale della sessione europea. Per oggi area 1,35 rappresenta la principale resistenza mentre il supporto di breve passa dai minimi di ieri in prossimità di 1,3390. Sterlina in apprezzamento generalizzato dopo che il governatore della BOE Carney ieri ha dichiarato che i tassi potrebbero essere aumentati nel 2015 alla luce del recupero robusto dell’economia. Stamani però il membro BOE, Fisher, ha dichiarato che una sterlina forte è incoerente con il grande deficit commerciale del paese.

Tra le valute più deboli del giorno troviamo lo yen in scia con il rialzo dell’azionario locale. Il Pil nipponico del terzo trimestre ha evidenziato un rallentamento (anche se leggermente meno del previsto), aumentando la possibilità di ulteriori misure di stimolo in futuro. Il deprezzamento è stato favorito anche dalle dichiarazioni del ministro delle finanze Aso secondo cui è importante avere l’intervento sul mercato come un’opzione di politica sui cambi. Verso euro il cambio si è portato oltre la resistenza 134; il prossimo importante livello si colloca a 135,50. Segnaliamo che il comunicato della Yellen ha avuto come impatto quello di far recuperare le valute dei paesi emergenti verso dollaro, su attese di un ridimensionamento dell’ipotesi di tapering a breve da parte della FED.

Commodity: torna a crescere l’indice generale GSCI, grazie al settore energia che ha un peso preponderante, mentre gli altri settori hanno chiuso in negativo. In rialzo il Brent sulla scia delle tensioni in Libia che limitano l’offerta, con lo spread verso il Wti (anch’esso in rialzo ieri) sui massimi da 7 mesi. Tra i preziosi, l’oro chiude al ribasso per la quinta seduta consecutiva (peggior serie negativa da tre mesi); il metallo ha comunque recuperato circa l’1% dopo il comunicato della Yellen. Tendenzialmente negativi i metalli industriali. Tra gli agricoli forte calo per il caffè che ha perso il 2,6% su attese di offerta elevata a livello globale.

Azionario: seduta di ieri in calo per i listini europei in una giornata caratterizzata da volumi in forte crescita in vista anche della scadenza opzioni di domani. Il clima negativo sui mercati, iniziato già con l’apertura, è perdurato per tutta la seduta anche se con l’arrivo degli operatori statunitensi i principali indici sono riusciti a recuperare dai minimi di giornata. A livello settoriale i comparti più penalizzati sono stati quelli finanziario e risorse di base mentre si è mosso nuovamente in controtendenza il comparto utility. In Italia l’indice Ftsemib è risultato il peggiore in Europa con una perdita superiore all’1%. A pesare sul listino le forti vendite che hanno interessato il comparto bancario, anche se la maglia nera è stata Mediaset con un ribasso di quasi l’8%. In mattinata apertura in deciso rialzo per i listini europei sulla scia della chiusura positiva di Wall Street.

Negli Usa infatti la seduta è stata caratterizzata da nuovi record storici per gli indici S&P 500 e Dow Jones. Gli operatori continuano a preferire il mercato azionario in un contesto in cui la FED sembrerebbe essere propensa a proseguire con le attuali misure di stimolo. A favorire l’umore positivo tra gli operatori sono state anche alcuni trimestrali positive, le ultime di una stagione che ha visto circa il 67% delle società battere le attese in termini di utili. A livello settoriale ieri la seduta ha visto prevalere gli acquisti soprattutto nei comparto retail e auto, mentre è sceso quello telecomunicazioni.

Sul fronte emergente, non si arresta la serie negativa dell’indice MSCI EM in calo per la decima seduta consecutiva sui minimi da metà settembre. Le vendite hanno colpito principalmente i listini asiatici e la borsa sudafricana penalizzata dal calo delle quotazioni dell’oro. Positivi invece i listini europei e latinoamericani. Durante la notte i nuovi record di Wall Street hanno spinto al rialzo i listini asiatici ed in particolare quello giapponese favorito tra l’altro dalla debolezza dello yen.

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