Mercati emergenti europei: il risveglio della tigre

18 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Mentre gli stati industrializzati europei fanno i conti con una fase di recessione prolungata, il Paese conosciuto un tempo anche come la “tigre” dell’Europa dell’Est, sta vivendo una rinascita economica.

La dipendenza dalle banche dell’Eurozona ha tenuto gli investitori alla larga dai Paesi in via di sviluppo della regione, negli ultimi mesi. Ma per gli economisti i fondamentali economici molto solidi e la bilancia commerciale interna ed esterna continueranno ad offrire grandi opportunità in Ungheria, Romania e Polonia.

Secondo il primo ministro rumeno, Victor Ponta, il suo paese sta attraversando un periodo d’oro, con la crescita economica più alta dell’intera Unione Europea.

Nonostante i problemi di corruzione e i rischi per le mancate riforme strutturali, Ponta ha detto che la Romania, che ha fatto il suo ingresso in Ue nel 2007 insieme alla Bulgaria, è pronta per entrare a fare parte dell’area euro.

I creditori internazionali che hanno aiutato il Paese quando attraversava una grave crisi finanziaria hanno chiesto riforme economiche, fiscali e politiche che ora il Governo promette di attuare.

In un intervento all’emittente tv CNBC da Bucarest, il Premier ha detto che la Romania deve essere “assolutamente preparata prima di entrare a far parte dell’Eurozona in termini di inflazione, forza lavoro e cifre economiche”.

Mentre l’area core d’Europa ha registrato un rialzo timido della produttività, nel terzo trimestre il Pil rumeno è cresciuto al ritmo più sostenuto degli ultimi due anni (+1,6% trimestre su trimestre).

Nello stesso periodo il blocco a 28 ha visto un incremento del Pil dello 0,2% e l’eurozona dello 0,1%.