Mercati e Fed, l’avvertimento: “Via da questi asset” prima che sia troppo tardi

5 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il rimbalzo del prezzo del petrolio e le parole del presidente della Fed di Atlanta Dennis Lockart ha ridotto l’appetito degli investitori per i beni considerati rifugio, alimentando vendite del Treasury a 10 anni, che sono scesi dai massimi da giugno. Lockart ha reso noto che la banca centrale americana è quasi pronta ad alzare i tassi, alimentando così le speculazioni su un rialzo dei tassi Usa già a settembre.

Il calo dei Treasuries ha portato i tassi decennali a salire, dopo che il valore dei rendimenti era arrivato a testare la media mobile degli ultimi 200 giorni, un livello che, come riporta l’articolo di Bloomberg, i trader utilizzano per valutare se le valutazioni siano sopravvalutate.

L’altro ieri la raffica di vendite sulle materie prime e un dato manifatturiero in Usa più debole del previsto avevano gettato dubbi sulla possibilità che la Federal Reserve potesse davvero iniziare ad alzare i tassi di interesse il prossimo settembre per la prima volta dal 2006.

Gli investitori sembrano dunque posizionarsi per una stretta, come dimostrato dall’appiattimento della curva dei rendimenti, anche se la riduzione del premio chiesto dagli investitori per avere in portafoglio titoli a lunga scadenza riflette le preoccupazioni per un’economia globale che non riesce a decollare.

La stessa JP Morgan consiglia di affrettarsi ad uscire dai Treasuries a 2 anni prima delle mosse di Janet Yellen & Company.

Secondo quanto riporta Bloomberg, la banca Usa prevede che i tassi a due anni saliranno all’1,25% entro la fine dell’anno, dallo 0,67% della sessione di ieri. “Rimaniamo ribassisti sui Treasuries a breve termine – hanno scritto gli analisti di JP Morgan, inclusi Jay Barry, Bruce Sun e Phoebe White a New York in un rapporto datato lo scorso 31 luglio – La stretta monetaria della Fed farà salire i tassi di breve termine nel corso del 2015”.

Nella sessione di ieri le vendite sui Treasuries hanno portato il tasso decennale Usa a salire di sette punti base al 2,22%, stando ai dati di Bloomberg Bond Trader. La media mobile a 200 giorni del tasso è di circa il 2,14%. [ARTICLEIMAGE]

Nella sessione di ieri i Treauries con scadenza a tre e cinque anni sono stati quelli che hanno sofferto le perdite maggiori, con il differenziale dei rendimenti a cinque anni rispetto ai trentennali che sono scesi al minimo da aprile. (mt-Lna)