Mercati, guerra dazi, economia in frenata: i rischi per il 2019

2 Gennaio 2019, di Mariangela Tessa

Dopo un anno inaspettatamente brutto per il mercato azionario, gli investitori sono alla ricerca di indizi su ciò che porterà il 2019. Parlando di Wall Street, la speranza è che l’economia degli Stati Uniti sia solida, che le recenti vendite si esauriscano e che le azioni riprendano la loro ascesa record.

Ma qualcosa potrebbe tuttavia andare storto.  Le forze che hanno spinto l’indice S & P 500 in calo del 6,2 percento nel 2018 sono sempre presenti. L’economia per quanto in corsa, sembra aver perso vigore.

La guerra commerciale americana con la Cina continua e i giganti della tecnologia che dominano il mercato azionario sono sottoposti a un’attenta valutazione delle loro pratiche commerciali.

Non solo. Il presidente Usa Donald Trump continua ad attaccare la Federal Reserve e gli aumenti dei tassi di interesse della banca centrale, che a suo parere, rappresentano un rischio per i profitti delle imprese e l’appetito degli investitori per le azioni.

Mentre gli investitori cercano di valutare la gravità di questi rischi, le azioni potrebbero sbandare in diverse direzioni a ogni nuovo evento.

“La situazione potrebbe peggiorare  prima che migliori”, ha detto James Paulsen, capo degli investimenti stratega presso la società di ricerche Leuthold Group, anticipando un proseguimento della fase rialzista.

Non tutti la pensano così. Tra gli analisti, c’è chi anticipa per il 2019, perdite fino al 20%. 

Come comportarsi in questa situazione? Secondo quanto scrive James Clunie, gestore del fondo Jupiter Global Absolute Return, Jupiter AM, in un report odierno:

“Attualmente, il fondo potrebbe beneficiare di una transizione da titoli ”growth” a ”value”, del passaggio da titoli US verso titoli extra-USA e di un generale calo dei prezzi delle azioni. Guardando indietro ai cicli del mercato azionario, vediamo che le valutazioni dei titoli “growth” al momento sembrano eccessive rispetto a quelle dei “value” in termini storici; stesso discorso vale per le azioni a stelle e strisce rispetto a quelle del resto del mondo. Di conseguenza, riteniamo che i rischi che stiamo assumendo abbiano senso. Cerchiamo di non sperare in nessun particolare scenario, ma siamo molto impegnati ed estremamente interessati a vedere cosa succede nei mercati!”