Mercati azionari: i 4 temi da seguire nei prossimi mesi

23 Gennaio 2019, di Alessandro Piu

Per J.P.Morgan am un portafoglio bilanciato permetterà di affrontare i rischi bidirezionali dell’anno in corso

Le tensioni commerciali che hanno per protagonisti principali gli Stati Uniti e la Cina, i rischi politici in Europa con le scadenze di Brexit (fine marzo) ed elezioni parlamentari (23-25 maggio), la frenata dall’economia cinese, le politiche monetarie della Federal Reserve.

Sono questi i quattro temi principali da seguire nei prossimi mesi per i mercati finanziari. Ne ha parlato Maria Paola Toschi, executive director di J.P.Morgan am, nel corso della presentazione sulle prospettive per gli investimenti nel 2019.

“Gli occhi sono puntati sull’amministrazione statunitense e in particolare sulla questione dei commerci internazionali”

ha spiegato. Le tariffe decise dall’amministrazione Trump hanno colpito l’economia cinese in una fase di vulnerabilità.

“La frenata della Cina era già in atto prima dell’arrivo dei dazi, a causa delle politiche del governo volte a favorire una crescita più equilibrata e la riduzione degli eccessi di leva finanziaria in alcune parti dell’economia”.

Per sconfiggere il rallentamento delle esportazioni i responsabili politici cinesi hanno di nuovo premuto sull’acceleratore degli stimoli fiscali:

“Le misure di allentamento saranno mirate e di portata inferiore rispetto al 2008 ma prevediamo che la crescita nella regione rimarrà sostenuta, nell’ordine del 6%. Una crescita stabile in Cina è destinata a supportare i Paesi asiatici”.

Le tensioni commerciali hanno ripercussioni negli stessi Stati Uniti sotto forma di un indebolimento delle intenzioni di investimento delle imprese.

Gli ordini relativi alle nuove esportazioni cinesi stanno crollando. Non c’è da stupirsi che, prese dall’incertezza, le aziende si trovino a rinviare gli investimenti. Si tratta di un aspetto particolarmente deludente perché ciò di cui l’economia globale ha disperatamente bisogno è un maggiore volume di investimenti per rilanciare una potenziale crescita, aumentare la produttività e i salari reali e attenuare così molti dei problemi politici”.

Nel 2019 si andrà inoltre a esaurire la spinta degli stimoli fiscali varati dall’amministrazione Trump, tra i principali responsabili della sovraperformance dell’economia Usa nel 2018. Nel complesso per la fine dell’anno in corso J.P.Morgan si attende una crescita al di sotto del 2% per gli Usa.

Nel breve una recessione sembra ancora improbabile” aggiunge Toschi e prosegue “I settori dell’economia che sono spesso responsabili dell’attività di contrattazione – abitazioni, beni durevoli e investimenti, non mostrano segni di eccesso. Il rischio per questo scenario deriva dall’aumento dell’indebitamento delle imprese che si è accumulato nell’ultimo decennio. L’aumento dei tassi d’interesse potrebbe costringere le imprese a tagli più importanti nelle assunzioni e negli investimenti. Ma se la Fed optasse per una pausa, come prevediamo, questo rischio dovrebbe essere mitigato”.

La Federal Reserve ha mostrato di recepire la fase di rallentamento economico globale e di essere disposta a rimodulare il cammino di rialzo dei tassi.

“La Fed potrebbe anche non aumentare di molto i tassi di interesse nel corso di questo ciclo, se non addirittura evitare di aumentarli del tutto”

ha affermato. Sarebbe una scelta accolta con favore dai mercati azionari che in questo momento hanno dalla loro parte anche valutazioni più convenienti rispetto allo scorso anno. Con una precisazione però:

“A lungo termine, le valutazioni più basse favoriscono la possibilità di ottenere rendimenti più elevati, ma le valutazioni non sono utili per determinare i rendimenti per il prossimo anno. Queste potrebbero ridursi ulteriormente, ma il principale fattore di rischio ribassista potrebbe manifestarsi se gli utili societari fossero materialmente declassati”.

Per l’Europa, trovatasi in mezzo al fuoco incrociato tra Stati Uniti e Cina e colpita dalla flessione degli scambi commerciali globali, il tema principale del 2019 saranno le sfide politiche.

“Ci possiamo attendere volatilità sui mercati azionari europei fino alle elezioni di maggio, ma non sarà un catalizzatore così negativo”.

In questo contesto incerto è consigliabile ribilanciare il portafoglio di investimento a favore di titoli large cap, value e di alta qualità “in quanto più conservativi nelle fasi di volatilità dei mercati”.