Mentana si dimette dal Tg La7, denunciato dal sindacato

14 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

“Comunque vada, se proprio non dovessi proseguire questa esperienza a La7, non accetterei di certo di andare a un telegiornale della Rai, assolutamente…”. Enrico Mentana ha sgombrato subito il campo da illazioni, ipotesi e forse aspettative di qualcuno circa il suo futuro, in particolare di chi pensava che potesse essere il candidato ideale per dirigere il Tg1 una volta terminato l’interim di Alberto Maccari, nominato ieri dal Cda Rai e in carica fino al prossimo 31 gennaio.

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”Alle volte anche i giornalisti entrano nel ciclone delle notizie, e’ successo anche a me per una faccenda grave”. Cosi’ Enrico Mentana ha aperto l’anteprima del TgLa7 dopo che nel pomeriggio aveva annunciato le sue dimissioni. Ricordando la vicenda che lo ha visto protagonista Mentana insiste: ”o ci sara’ un chiarimento ulteriore che possa dissipare il terreno da tutto quanto accaduto, che e’ molto grave dal mio punto di vista, o non avro’ ragione di restare”. ”Immaginate – ha detto fra l’altro Mentana – dopo tutto il lavoro che si e’ fatto, cosa vuol dire venire a sapere di essere denunciati dalla redazione per comportamento antisindacale per non aver letto un comunicato che francamente non aggiungeva nulla”.

Poco prima l’assemblea dei giornalisti de La7 aveva chiesto a Enrico Mentana di restare alla guida del Tg che sotto la sua direzione ha raggiunto risultati straordinari, rilanciando l’emittente. ”In qualita’ di direttore responsabile di La7 sono stato oggetto di denuncia alla magistratura per comportamento antisindacale – ha detto -. E’ ovvio che personalmente non posso lavorare con persone che mi hanno denunciato. Potreste lavorare o studiare in un ambiente che in cui ci sono persone che vi hanno denunciato alla magistratura? E dato che non posso dire agli altri ‘andatevene’ ho deciso di andarmene io”. E ancora: ”Non voglio fare la fine di altri direttori che sono stati dimissionati perche’ rinviati a giudizio”, ha aggiunto, riferendosi al caso Minzolini. Mentana ha spiegato anche perche’ non ha letto il comunicato di solidarieta’ della Fnsi ai poligrafici, origine della querelle: ”In questo telegiornale entrano solo le notizie che contano, abbiamo tolto tutti i fronzoli e soprattutto le notizie che servono a dar conto a qualcuno piuttosto che all’opinione pubblica. E francamente della solidarieta’ della Federazione della stampa ai poligrafici, non essendo ne’ i giornalisti ne’ i tecnici televisivi lunedi’ scorso in sciopero, se ne poteva e se ne doveva fare a meno. Non accettiamo imposizioni da parte di questa o quella categoria altrimenti il telegiornale sarebbe fatto solo di comunicati”.

SE NON RESTO A LA7, NON ANDREI IN UN TG RAI – ”Siccome in queste ore e’ stato dimissionato un direttore in Rai, voglio dire con chiarezza che quella cosa non mi riguarda. Se non potro’ proseguire al TgLa7 non accetterei mai di andare in un Tg Rai”. Lo ha detto Enrico Mentana in conclusione del TgLa7, in merito alle voci che lo vorrebbero diretto verso il
TG1. ”Se dovessi fare le valigie – ha continuato – sarebbe interessante fare esperienze fuori dai circuiti tradizionali, come quella di Santoro. Se un prodotto e’ seguito, lo puo’ essere anche al di fuori delle tv piu’ seguite”.
”Mentana e’ un eccellente direttore, forse anche un fuoriclasse in questo ruolo, ma sul resto forse qualche volta anche lui stecca – aggiunge Siddi -. Detto questo, perche’ si recuperi un rapporto impostato sul buon senso (non si dimentichi comunque non e’ un delitto chiedere la pubblicazione di un documento sindacale, ma e’ un atto che appartiene agli obblighi e doveri del giornalista), il sindacato anche in queste ore ha problemi piu’ delicati di cui occuparsi delle fortune di un direttore: decine di colleghi stanno finendo cassintegrati o disoccupati per la grave crisi dell’industria dell’editoria”.

CDR LA7: MAI DENUNCIATO – Il comitato di redazione de Tg La 7 smentisce di aver presentato o di avere intenzione di presentare alcuna denuncia alla magistratura nei confronti del direttore Mentana, cui rinnova la stima e l’apprezzamento per lo straordinario lavoro che sta svolgendo insieme alla redazione. E’ quanto si legge in una nota del Cdr dove si sottolinea che: ”Il comitato di redazione de la 7 cerca il dialogo, come ha sempre fatto, anche quando sono state messe in discussione le regole delle relazioni sindacali”.

La vicenda cui si fa riferimento, fa notare ancora il CdR ”non riguarda i rapporti tra il direttore e il Cdr, ma la questione insorta tra la direzione e il sindacato nazionale e regionale sul diniego opposto alla lettura, secondo le regole del contratto nazionale di lavoro, del comunicato della Fnsi di solidarieta’ con lo sciopero di Cgil, Cisl, Uil e Ugl per una manovra piu’ equa. Ieri stesso – conclude il Comitato di redazione de la Federazione Nazionale della Stampa ha proposto al direttore, che ha dato la sua disponibilita’, una mediazione per ricomporre conflitti e incomprensioni e ripristinare serene relazioni sindacali”.

TI MEDIA, TONFO IN BORSA CON ADDIO MENTANA – Ti Media, la società che controlla La7, crolla in Borsa dopo le dimissioni di Enrico Mentana dalla direzione del Tg dell’emittente televisiva. Il titolo, che ha perso fino al 6,59% con la notizia dell’addio, ha chiuso in calo del 3,74% a 0,16 euro.

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Inflessibile. Enrico Mentana si era rifiutato di leggere il comunicato stampa del Comitato di redazione che solidarizzava con lo sciopero dei poligrafici di Cgil, Cisl e Uil, e oggi ha annunciato le sue dimissioni. Lo ha reso noto egli stesso, dopo avere appreso la notizia di “essere stato denunciato alla magistratura ordinaria da parte del Cdr della testata”. Poi ha atteso 24 ore “per verificare eventuali ravvedimenti, che non ci sono stati. Essendo impensabile continuare a lavorare anche solo per un giorno con chi mi ha denunciato, rassegno da subito le dimissioni dalla direzione del Tg La7”.

Ieri il direttore era stato denunciato dal cdr e dall’Associazione stampa romana (Asr) per comportamento antisindacale, non avendo dato spazio al comunicato del sindacato dei giornalisti. “Sono rituali, che se mai hanno avuto un senso, certo non lo hanno ora. Faccio il giornalista e dò notizie per i telespettatori, non leggo comunicati di altri”, aveva dichiarato il direttore dimissionario del Tg di La7. “Così come durante il tg non ho mai letto comunicati di Telecom, ovvero del mio editore, non vedo perché – aveva aggiunto – dovrei leggere quelli dei sindacati. La Federazione della Stampa non può comportarsi come quelle aziende che pretendono – conclude Mentana – la pubblicazione dei loro comunicati”.

Non è la prima volta, secondo l’Asr, che si verifica un comportamento di questo tipo. Paolo Butturini, segretario dell’associazione, dice: “Dopo ripetuti tentativi di conciliazione, siamo stati costretti a questo atto – recita il comunicato – per le ripetute violazioni dell’articolo 34 del Cnlg da parte della direzione del Tg de La7 che si rifiuta categoricamente di intrattenere corrette relazioni con il Comitato di redazione”.

L’avventura a La7 di Mentana era iniziata nell’estate del 2010, dopo l’addio a Mediaset. Il casus belli fu la decisione dell’azienda di trasmettere, come da palinsesto, una puntata del Grande Fratello al posto di una speciale di Matrix dedicata alla morte di Eluana Englaro. Queste dimissioni arrivano però in concomitanza con un altro cambio di direzione, quello di ieri al Tg1, contro cui Minzolini ha già annunciato di voler far ricorso al giudice del Lavoro.