Meno investimenti sull’Italia

23 Agosto 2018, di Francesco Melillo

Preoccupazione diffusa per il futuro dell’Italia.

A cinque mesi dalle elezioni ancora tensione sui mercati italiani.

Motivo? Il “contratto di Governo“.

Troppe spese a fronte di poche entrate.

I risultati di questi mesi sono i seguenti: FTSEMIB: -10% e spread BTP-BUND tedeschi che ha superato in alcuni momenti quota 300.

La sfiducia dei mercati ha un costo in termini di maggiori interessi sul rinnovo del debito per lo Stato.

Non solo lo Stato perde. Anche banche, risparmiatori ed imprese.

non si sono fatte attendere le prese di posizione degli analisti.

Moody’s  a maggio pone il rating dell’Italia sotto revisione ed intanto rivede al ribasso le previsione del PIL 2018 e 2019.

Analisti in generale preoccupati dal mancato rispetto delle clausole deficit/PIL europee che riporterebbero la situazione al tragico novembre 2011.

Il Governo non è molto attento a questo, poche mosse ed anche confuse, a meno di Tria che ogni tanto da qualche segnale ai mercati per rassicurare e studia spedizioni in Cina per vendere i nostri titoli.

Tutte le agenzie di rating prevedono da qui a fine anno di rivedere il rating sull’Italia. Anche da loro dipenderà il futuro del Paese.

In un mondo basato sulla finanza, è normale che i mercati influenzino le azioni dei Governi.

Ulteriori approfondimenti dell’autore sul tema sono disponibili sul blog dell’autore che segue al link: Buy Market – Finanza.


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