Meno di un italiano su due investe in prodotti finanziari. Cresce la fetta degli interessati al trading online

14 Novembre 2019, di Alessandra Caparello

Vuoi per mancanza di risorse, vuoi per paura delle perdite e sfiducia nei mercati, oggi meno di un italiano su due investe in prodotti finanziari.
Lo rivela la ricerca BVA-DOXA dal titolo «Italiani, investimenti e trading online» realizzata per conto della piattaforma di social trading eToro con l’obiettivo di capire a chi si rivolgono gli italiani quando decidono di investire, se hanno o meno una strategia precisa, su quali prodotti puntano e così via.

Investimenti: gli italiani si fanno consigliare dal partner

Ebbene il 57% degli italiani non investe in prodotti finanziari e chi lo fa preferisce scegliere rischi bassi e ricorrere a prodotti tradizionali come fondi, obbligazioni e azioni.
Chi investe lo fa perlopiù per risparmiare somme destinate ad acquisti importanti come la casa (54%) o in generale per migliorare le proprie entrate (49%). Coloro che non investono in particolare  si dividono sostanzialmente in due gruppi: chi non lo ha mai fatto (il 34%) e chi non lo fa più (23%). Chi non investe più in particolare lo fa perché non ha più risorse da investire (35%), ha troppa paura delle perdite (31%) e ha poca fiducia nei mercati (27%).

Tra gli investitori solo il 47% ritiene di avere un piano d’investimento definito e i più affermano di dare molto più credito ai propri famigliari piuttosto che a professionisti come consulenti finanziari. Nel dettaglio il 59% degli intervistati ha infatti dichiarato di chiedere consiglio al proprio partner quando si tratta di investimenti e il 32% lo fa rivolgendosi ai famigliari in generale, posizione a pari merito con i consulenti.

Fondi, azioni e obbligazioni i prodotti preferiti su cui investono

Ma quando investono su cosa puntano gli italiani? Secondo la ricerca il 43% degli italiani intervistati ha una bassa propensione al rischio e preferiscono investire in asset tradizionali come fondi, azioni e obbligazioni.
Anche se la fetta dei «curiosi» (38%) e di chi (15%) investe effettivamente in EFT (Exchange Traded Fund, una particolare tipologia di fondo d’investimento) e/o criptovalute è in ascesa.

Trading on line: cosa potrebbe spingere gli italiani a utilizzarlo

Per quanto riguarda il trading online, il 13% ne è utilizzatore, mentre un 17% ha dichiarato di avere intenzione di cominciare presto. La percentuale più grossa, pari al 38%, ha dichiarato di avere in programma lo studio del trading online per valutare un cambio di abitudine.

Chi non è interessato (33%) al trading on line lo è perlopiù per mancanza di fiducia (43%), per paura di non essere in grado di gestire le perdite (41%) e per la difficoltà di come utilizzare le piattaforme (21%). Cosa potrebbe spingerli a cambiare idea sul trading on line? In primis se messi nelle condizioni di cominciare con piccole somme (48%), poi se hanno protezione delle perdite (37%), trovano il modo di imparare in modo semplice e veloce (31%), usano una piattaforma facile e intuitiva (26%), e infine qualora pagassero commissioni basse o pari a zero (23%).
Il 10% del campione disposto a cominciare a fare trading online poi lo farebbe se ci fosse la possibilità di copiare strategie e azioni di trader esperti.