Mattarella porta l’Italia al centro dell’Europa

28 Maggio 2018, di Francesco Melillo

Mattarella con il noto stop al Governo detto del Cambiamento lancia chiari segnali

Ma anche le elezioni del 4 marzo erano state autrici di grandi segnali.

Che siano positivi o negativi sarà la storia a giudicare.

Quel che conta è il significato.

È la punta di un iceberg di un sistema che premia i ricchi per aiutare i poveri.

L’austerity ha portato a togliere ai poveri per non dare a nessuno.

Unica causa: le crisi economiche degli ultimi anni.

L’ultima rivoluzione industriale in Italia non c’è più.

Soli non ce ne sono più.

Il terreno è fertile per la nascita di nuove ideologie che trovano fondamento in chi aveva già in passato proposto ricette per innovare il sistema: Keynes.

Ed i partiti populisti intercettano necessità ed usano le ricette a loro uso e consumo.

Non serve inserire nei programmi oltre alla parola cambiamento anche la parola sviluppo, non avrebbe effetto sui più.

Mattarella fa quello che può fare, ma le responsabilità devono prenderle i partiti. Timidi tentativi giungono da più parti, ad esempio Confindustria. Ma occorre strutturare la controproposta politica non inseguire l’avversario sul suo terreno.

Una sola risposta può accettare il popolo: risultati

Risultati che devono essere partoriti da un nuovo sistema, non da una semplice OPA su un gruppo Parlamentare.

L’elettorato ha delle esigenze, che se non soddisfatte vengono acquistate a basso costo da un altro partito. Certo nessuno da la certezza del risultato. Ma occorre provare a farlo con idee nuove.

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