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Si va verso governo istituzionale fino al 2019: ecco i papabili premier

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ROMA (WSI) – Oggi la Presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati dovrà riferire al Capo dello Stato Sergio Mattarella in merito alle consultazioni avvenute con le principali forze politiche al fine di sondare il terreno per creare una maggioranza di governo.

Luigi Di Maio trincerato ancora sul no ad un governo in cui ci sia Silvio Berlusconi apre ad un sostegno esterno di Forza Italia e Fratelli d’Italia.

“Noi siamo disponibili e ce la stiamo mettendo tutta. Ma è anche vero che noi oltre certi limiti non possiamo andare. C’è la nostra disponibilità a un contratto di governo con Salvini. A cui ho detto che saremmo anche disposti ad accettare l’idea del sostegno di Forza Italia a quel governo”.

Secca la replica di Matteo Salvini.

“Non mi interessano logiche politiche: o c’è il tavolo tra centrodestra e Cinquestelle oppure non ho più tempo da perdere (…) Il governo si fa con tutto il centrodestra. Non è che uno sceglie di andare solo con la Lega. Di Maio chiude? Non interpreto i suoi pensieri, continuo a sperare che si riconosca il voto degli italiani che hanno scelto l’intero centrodestra. Intesa subito o scendo in campo io”.

Insomma l’incarico esplorativo alla Casellati sembra che non produrrà gli effetti sperati, né ci sono segnali che affidandolo al presidente della Camera Roberto Fico si possa arrivare ad una rapida soluzione di governo. Per sciogliere i nodi venutisi a creare il Capo dello Stato starebbe pensando, scrive La Stampa, ad un governo istituzionale, che accompagni il Paese almeno fino alla primavera del 2019.

Il Quirinale dovrebbe trovare una personalità autorevole a cui affidare l’incarico e uno dei nomi più quotati è quello di Alessandro Pajno, presidente del Consiglio di Stato dal 2016, pensionando a fine agosto. Va forte anche il nome dell’ex ministro della Giustizia Paola Severino e del professore di diritto amministrativo, Sabino Cassese.

Fuori dal campo dei giuristi si fanno i nomi dell’economista Carlo Cottarelli, dell’ex Guardasigilli ed ex presidente della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick fino a quello degli ex presidenti della Consulta Giuseppe Tesauro e Gaetano Silvestri e alla vicepresidente Marta Cartabia e Silvana Sciarra, relatrice della sentenza del 2015 contro la legge Fornero.