Materie prime: non c’è solo Glencore a corto di liquidità

7 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

LONDRA (WSI) – La recente bufera che ha investito Glencore, il colosso anglo-svizzero delle materie prime, produce i suoi effetti anche su altri big che sono attualmente a corto di liquidità.

Mentre infatti Glencore è alla ricerca spasmodica di più liquidità possibile, il suo più grande concorrente nonché il più grande commerciante di petrolio indipendente del mondo, il gruppo Vitol, la multinazionale elvetico-olandese con sede in Svizzera a Ginevra, è stato appena rifinanziato con 8 miliardi di dollari da un pool di 57 banche.

E non è il solo. Secondo Bloomberg anche Trafigura, multinazionale che opera per la fornitura e derivazione di petrolio greggio e vari prodotti petroliferi, ha ottenuto un prestito sindacale di 2,2 miliardi, superiore alle sue richieste, da un gruppo di 28 banche.

Secondo gli analisti di Bernstein, i colossi delle materie prime hanno raggiungo così i 125 miliardi di debito, di cui circa 75 miliardi di prestiti.