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Marina Berlusconi. La “Cavaliera” contro Renzi

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ROMA (WSI) – La “Cavaliera”, dicono già di lei. Ed è di nuovo “discesa in campo”, in casa Berlusconi. Ad Arcore tutto è pronto, raccontano adesso. Marina intenta a raccogliere l’eredità politica (non solo quella dinastica e patrimoniale) del padre. Alla guida della Forza Italia 2.0 e via dritti verso il voto anticipato. Sembra l’eterno tormentone della successione che ritorna.

Questa volta c’è l’ex faccendiere e informatissimo Luigi Bisignani a rivelare la presunta svolta maturata due sere fa ad Arcore, un paio d’ore dopo la sentenza di condanna a sette anni per il reato più ignominioso. L’investitura da parte dell’anziano leader ormai segnato, lei che finalmente accetta: la quarantenne che può sfidare e sconfiggere il quarantenne Renzi, distanza anagrafica azzerata.

È un fatto che in serata – a differenza che in passato – non sia arrivato lo straccio di una presa di distanza dall’indiscrezione da Palazzo Grazioli. E nemmeno dalla presidente della Mondadori. Anzi, per ore è stato un coro di entusiastici consensi alla successione da dinasty. Le “amazzoni” in prima fila.

A Piazza Farnese, ai piedi del palco improvvisato da Giuliano Ferrara, più di un fedelissimo del Cavaliere confidava che sì, “forse questa volta la notizia ha un fondamento”. Settimane fa, per prima Laura Ravetto aveva rilanciato la notizia. La ministra Nunzia De Girolamo aveva sperato che accettasse lo scettro. Cosa è accaduto nelle ultime 48 ore?

Poco prima di cenare col padre, nel lunedì nero della famiglia Berlusconi, Marina rende pubblico il proprio “sdegno” contro “la condanna già scritta nel copione messo in scena dalla Procura di Milano”. Sono gli stessi toni usati per anni dal padre. Difesa di una figlia, certo, ma via via in questi mesi, di intervista in intervista, lo spessore delle uscite dell’imprenditrice è stato sempre più politico. “Con lei, il vantaggio non da poco è che i nostri elettori ritrovano un Berlusconi per di più giovane da votare”, racconta fiducioso un alto dirigente di via dell’Umiltà.

A raccontare senza remore quanto avvenuto è Luigi Bisignani, intervistato in Radio nella trasmissione “Un giorno da pecora”. “Il presidente si è convinto che il dopo-Berlusconi è Marina. Non ero presente alla cena di lunedì, ma c’erano i familiari, Piersilvio, Marina e Barbara. Poi Francesca Pascale e l’avvocato Ghedini.

Il piglio e la forza che Marina ha messo in quella cena ha convinto tutti che il vero erede è lei. D’altronde è stata fatta già testare, è stato fatto un sondaggio coi parlamentari Pdl ed è andato molto bene. E poi loro cercavano un imprenditore. E lei lo è. A una Forza Italia stanno pensando più persone, anche molti imprenditori come Alessandro Benetton”.

La primogenita di Silvio, altra rivelazione, starebbe studiando alla “scuola” di Paolo Del Debbio, tra i fondatori di Forza Italia nel ’94. Il trampolino di lancio, a sentire Bisignani e non solo lui, sarebbe già pronto. L’operazione correrebbe parallela col nuovo “predellino” che Berlusconi ha in mente.

Forza Italia 2.0 da rilanciare in autunno, pronto uso in caso di crisi e elezioni anticipate, magari prima che la Cassazione travolga con l’interdizione il “patriarca” e con lui tutto e tutti, Pdl compreso. Già alla direzione del partito convocata oggi, con all’ordine del giorno la sola approvazione del bilancio interno c’è chi, come Giancarlo Galan e un manipolo di altri forzisti della prima ora, è intenzionato ad alzare la voce e far sapere che così è inutile andare avanti. Tornare alla vecchia sigla e alla svelta, sarà l’input al quale il leader non sembra sia estraneo.

“Ah, ho visto che volete candidare Marina. Vi converrà fare presto, prima che arrivino i giudici” ironizzava ieri pomeriggio il democratico Nicola Latorre con Paolo Bonaiuti, nel Transatlantico di Palazzo Madama. Ironie a parte, c’è chi sta prendendo la svolta molto sul serio, dentro il Pdl.

Soprattutto le persone più vicine alla famiglia e non sarà un caso. “Spero che Bisignani abbia ragione. Ne sarei ben contenta” risponde Daniela Santanché. L’eurodeputata Lara Comi è la prima a cogliere al volo la notizia: “Marina a capo di una Forza Italia 2.0 sarebbe un’ottima prospettiva, spero sia vero”. E il sottosegretario Michaela Biancofiore: “Noi un Renzi, molto più serio, preparato e affidabile, lo abbiamo e si chiama Marina. Di fronte ad una sua discesa in campo, con dietro un padre oggi ancora più amato dal popolo italiano, non ci sarebbe speranza per nessun altro di conquistare il governo del Paese”. Tutti pronti a garantire che il partito sarebbe al suo fianco.

Nell’impero di famiglia la primogenita è sergente di ferro. Donna sola al comando, oltre che madre di famiglia, col piglio intraprendente del padre. È lei che si sobbarca le interviste più delicate quando lui finisce sotto attacco. L’ultima un mese fa a “Panorama” per definire “mostruoso il solo pensare che il destino del Paese passi per le mani di un gruppo di magistrati”. Lei adesso è pronta a impedirlo. Come Silvio vent’anni fa. Renzi è avvertito.

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