Marchionne: Ferrari olandese, pagherà tasse in Italia

3 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – La Ferrari avrà una struttura societaria in stile Fiat Chrysler e Cnh, ovvero una società ‘holding’ con sede all’estero, forse in Olanda, e quotazione a New York, poi sotto le aziende operative. La conferma, in vista dello scorporo del Cavallino Rampante dal gruppo Fca e della successiva collocazione a Wall Street di un suo 10%, sono arrivate dallo stesso numero uno Sergio Marchionne che, in occasione del salone dell’auto di Ginevra ha detto che “La Ferrari continuerà a fare tutte le sue vetture in Italia, a fare profitti e a pagare le tasse in Italia”.

“Cerchiamo di non confondere – ha poi aggiunto – l’azienda che poi viene quotata e le azioni che vengono scambiate sul mercato con la sede dell’azienda”. “La Ferrari – ribadisce – continuerà a fare tutte le sue vetture in Italia, a fare profitti e a pagare tasse in Italia. Può essere che la Ferrari avrà una sede legale in Olanda, come già per Fca, ma la Ferrari è e resterà italiana” ha assicurato Marchionne.

Che poi ha anche affermato che la quotazione del 10% della Ferrari a Wall Street è “poco” rispetto a una “domanda esagerata” e, per questo motivo, è dunque “tecnicamente possibile” aumentare la quota per l’Ipo. Anzi, secondo il numero uno di FCA “teoricamente potremmo vendere tutto, ma è molto improbabile”.

“In un mondo ideale venderei il 10%, ma la domanda è molto alta e stiamo valutando se vendere di più. Il problema è stabilire il prezzo, non possiamo creare squilibri. Abbiamo però ancora tempo per decidere”.

Marchionne ha fornito poi rassicurazioni sul piano dell’occupazione. “Se le iniziative che abbiamo in campo, come la nuova Alfa Romeo o il Levante a Mirafiori che entrerà in produzione a fine anno, andranno bene, credo che ci saranno altre assunzioni”, oltre a quelle fatte a Melfi. I nuovi ingressi nello stabilimento Fca di Melfi “potrebbero salire a 1.900”, rispetto ai 1.500 inizialmente previsti, tra l’aumento delle nuove assunzioni e dei distacchi dagli altri stabilimenti.

Buone notizie sono intanto arrivate oggi sul fronte delle vendite del gruppo nel mercato americano. Secondo quanto comunicato dalla società, Fca Us, ex Chrysler Group, ha registrato il miglior febbraio dal 2007 e il 59esimo mese consecutivo di aumenti delle vendite: nel mese scorso il gruppo ha visto un aumento delle immatricolazioni pari al 6% a 163.586 unità, dalle 154.866 dello stesso periodo dell’anno scorso.

Intanto oggi i titoli Fca perdono l’1,2 sotto quota 14 euro (13,85 euro). (mt)